Sformat di Mariano Sabatini – Bignardi non ci tolga le Invasioni barbariche

Sformat di Mariano Sabatini – Bignardi non ci tolga le Invasioni barbariche

Daria Bignardi non ce la fa più e sta valutando l'ipotesi di chiudere Le invasioni Barbariche

    Daria Bignardi a Le invasioni barbariche La7

    Ho letto da qualche parte che Daria Bignardi potrebbe chiudere con questa ultima edizione Le invasioni barbariche, di nuovo su La7 (il mercoledì sera). A quanto dice vorrebbe un programma più breve, magari intitolato solo Le invasioni, perché – sostiene – ha un’età e non le regge il fisico. Peccato, perché il più longevo format di prima serata della rete Telecom si conferma il migliore talk show del momento, che la giornalista e conduttrice ferrarese costruisce un po’ seguendo le mode e un po’ anticipandole.

    Quest’anno, la scaletta – previa moscia introduzione di Geppi Cucciari, esodata dai palinsesti – ruota interamente attorno ai personaggi famosi e no (non siamo mica Che tempo che fa), com’era per L’era glaciale, il programma realizzato da Bignardi per Raidue. Sono stati espunti, purtroppo, gli interessanti talk a più voci delle precedenti stagioni, dove potevamo ascoltare Franco Bolelli, Wilma De Angelis, Raul Montanari, Corrado Augias, Michela Murgia, Lory Del Santo o Pasqualina della Pupa e il secchione. Stimolante miscellanea di alto e basso, che fungeva da utile voltapagina. Il nuovo schema contrasta, tuttavia, quella urticante frammentazione del pensiero che proprio perché debolissimo, espresso sul piccolo schermo, andrebbe preservato.

    Le lunghe interviste di Bignardi, fuori dalle logiche televisive vigente, consentono di conoscere meglio chi entra virtualmente nel salotto di casa nostra.

    Ieri sera, abbiamo conosciuto un Tiziano Ferro molto simpatico (ha preso in giro Daria per aver usato con lui l’espressione “a posteriori”), sincero nel parlare dell’amore perduto e nel dare i voti all’avvenenza dei conduttori tv italiani. Incontro emozionante con Lorenzo Amurri, tetraplegico al debutto come scrittore; divertente quello con i tre giurati “posoni” di Masterchef: Joe Bastianich, Carlo Cracco e Bruno Barbieri. Si poteva evitare quello con Matteo Renzi, usato come il maiale ai tempi delle primarie del Pd. Più barbariche sono, più le invasioni sono godibili, che Daria ce le conservi.

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