Sformat di Mariano Sabatini – Berlusconi passa alle vie di fatto, ad Omnibus colpisce un giornalista in testa

Silvio Berlusconi ospite a Omnibus su La7 colpisce il giornalista in testa durante la trasmissione

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    Berlusconi a Omnibus La7

    L’accusa che ci si sente muovere, in questa ininterrotta campagna elettorale televisiva (la sensazione è di essere in competizione anche nei periodi di governo stabile), è che parliamo troppo di Silvio Berlusconi. Come se fosse facile distrarsi… Non possono i giornalisti della giudiziaria, con i procedimenti in corso da cui l’ex premier tenta in tutti i modi di sottrarsi; non parliamo dei cronisti politici alle prese con le continue (ri)discese in campo. Neanche i poveri critici televisivi si salvano, visto che te lo ritrovi in carne e cerone ad ogni ora e su ogni canale. Stamattina, al risveglio, si è affacciato dagli schermi di Omnibus su La7, il contenitore condotto con savoir-faire da Andrea Pancani, per l’occasione con la collaborazione di Alessandra Sardoni e la partecipazione di Marco Damilano, giornalista dell’Espresso, e Antonio Politico, editorialista del Corriere della sera.

    Quattro contro uno – come a Serviziopubblico – senza che il leader della coalizione del Pdl che intende portare a Palazzo Chigi Angelino Alfano (ma che fine ha fatto? Ci toccava vedere anche il candidato premier fantasmagorico) abbia a soffrirne. Anzi, più la situazione appare problematica, meglio sembra che se la cavi. Si può capire: Berlusconi, settantaseienne cavaliere mascarato, ha avuto tutto dalla vita, anche l’inimmaginabile, e sa di non aver niente da perdere. Men che meno la faccia. In assenza di progetti concreti, realizzabili, risolutivi, che nel caso avrebbe dovuto già attuare nei lunghi anni di indisturbato governo, punta all’avanspettacolo.

    Da Santoro spolvera la sedia di Travaglio, come si dice abbia fatto Totò dopo aver incontrato Ninetto Davoli con Pasolini, a Sky mette in imbarazzo Ilaria D’amico parlando di corteggiamento, a Omnibus si permette di sbattere un cartello di polistirolo sulla testa a Damilano.

    Si trattava del bignami per immagini delle “opere” realizzate dal suo governo con cui gira da un po’, come quei vecchi cantastorie nelle piazzette paesane. Si dirà che il gesto, giocoso, mirasse simbolicamente a ficcare certi concetti nella capa del riluttante giornalista. Brutto, comunque. In linea con la mancanza di freni inibitori a cui il berlusconismo ci ha assuefatto.