Sformat di Mariano Sabatini – Baggio il più seguito, ma è il Festival della canzone o delle prediche?

Sformat di Mariano Sabatini – Baggio il più seguito, ma è il Festival della canzone o delle prediche?

Il Festival di Sanremo continua a collezionare ottimi ascolti

    Ognuno ha la sua ricetta per il Festival della canzone perfetto. È scontato che sia così in un posto dove tutti ci sentiamo in grado di far fronte a qualsiasi incombenza, con la complicità di paraguru che candidano al ruolo di ministro una casalinga madre di tre figli. Al di là degli apprezzabili risultati d’ascolto, in molti rimangono interdetti dinanzi agli intermezzi di cui è inzeppata la 63esima edizione di Sanremo. Sarà la scenografia funerea (in tv solo il nero è considerato elegante, banditi i colori), sarà che i tempi son quelli che sono, certo è difficile impostare le serate su un’atmosfera totalmente festaiola. Del resto, da quando il Festival ha abbandonato la radio per vendere l’anima alla tv ne ha accettato i compromessi.

    Fabio Fazio e i suoi autori – tra i quali quel Francesco Piccolo, sceneggiatore con Nanni Moretti di Habemus Papam – hanno perseguito la via della contaminazione dei generi, dei linguaggi, delle figure popolari. Gara canora, certo, varietà televisivo e soprattutto speakers’ corner mediatico: riservato a due giovani uomini non famosi che stanno per sposarsi, come all’ex campione del calcio desideroso di lanciare messaggi positivi ai giovani. E ci si è messa anche Littizzetto, con i “monologhi della Lucianina” e il flash mob danzerino contro la violenza sulle donne. Tutti slanci condivisibili, con nobili finalità, che pure hanno scontentato molti estimatori del bel canto. Infastiditi addirittura dalle intromissioni di Asaf Avidan o Anthony and the Johnson; come se ai Grammy invitassero solo interpreti statunitensi.

    Sulla scorta delle fortunate esperienze fatte a Vieni via con me (Raitre) e Quello che non ho (La7), il presentatore Savonese punta sulla dirompenza delle parole.

    Che siano in musica o recitate poco importa. Così la Litti ha potuto dar vita alla potente invettiva, prima giocosa poi appassionata, in nome delle donne brutalizzate. Mentre l’emozionatissimo Roberto Baggio era molto atteso dopo anni dal ritiro. Avanti così, lo scontento è l’anima della tv.

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    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
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