Sformat di Mariano Sabatini – Arbore e il souvenirismo dell’anima che ormai capiscono in pochi

Sformat di Mariano Sabatini – Arbore e il souvenirismo dell’anima che ormai capiscono in pochi

L'altra la tv di Renzo Arbore in onda in terza serata su Raiuno

    L altra la tv d autore di Renzo Arbore

    Scrivevo ieri di come Giovanni Minoli e La storia siamo noi avessero mostrato il gigantesco talento musicale di Franco Califano post mortem. Per illustrare il genio allegro di Renzo Arbore, sempre ampiamente omaggiato da quella tv da cui si tiene a debita distanza, serve addirittura una serie. Il sabato in terza serata, su Raiuno, seguiremo gli appuntamenti di L’Altra La tv d’autore di R.A.. Esegesi della produzione arboriana per il piccolo schermo a cui si concede persino Aldo Grasso, che poi ne scrive bene sul Corriere della sera.

    Caterina Stagno, curatrice degli speciali, va a trovare l’inventore di Quelli della notte e Indietro tutta a casa, in compagnia di Gino Paoli. L’abitazione di un maniaco, simpaticissimo, consegnato in ceppi alle sue passioni: zeppa di oggettini, radio e borsette d’epoca, vedute cangianti di Napoli, acquisti inutili, cose di pessimo gusto che tutte insieme, sistemate nelle librerie al posto dei libri (già, dove li terrà, Renzo, i tanti che si percepisce ha letto?), costruiscono quel souvenirismo dell’anima che caratterizza lo showman pugliese.

    C’è chi si porta a casa un Colosseo in alabastro, chi compra una torre Eiffel in argento… lo fa anche Arbore: quando vuole fare suo qualcosa che ama, ci costruisce una trasmissione, fonda un’orchestra, e porta alle estreme conseguenze l’intuizione creativa. Solo lui poteva riuscire a far stare nel proprio percorso la rottura degli schematismi e della ritualità catodica di Speciale per voi e la celebrazione, seppure ironica, del Festival di Sanremo con Michele Mirabella, Lino Banfi e le esibizioni di ugole d’antan: Nilla Pizzi, Carla Boni, Narciso Parigi, Nunzio Gallo e via ripescando.

    Si chiede sempre a gran voce che Arbore torni a fare tv, ogni tanto capita anche. Per come il piccolo schermo è cambiato, però, al massimo uno come Arbore può omaggiarlo, perché il suo lavoro verrebbe capito da pochi intimi.

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