Sformat di Mariano Sabatini – Anche Pezzali insegue i tormentoni del passato. Alla musica di oggi nessuno pensa?

Sformat di Mariano Sabatini – Anche Pezzali insegue i tormentoni del passato. Alla musica di oggi nessuno pensa?

Max Pezzali conduce Nord Sud Ovest Est, in onda tutti i lunedì alle 21

da in Programmi TV, Sformat
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    Hanno ucciso l’uomo ragno, chi sia stato non si sa, forse quelli della mala, forse la pubblicità…”, ricordate il tormentone degli 883? Oggi Max Pezzali tenta di riciclarsi come conduttore tv a Nord sud ovest est, il lunedì sera su Italiauno, in abbinata con Jake La Furia dei Club Dogo, con la partecipazione straordinaria della dj e cantante Paola Iezzi. In tre a caccia di “tormentoni on the road”, questo il sottotitolo del programma prodotto da Stand By Me, autori Martino Clericetti, Andrea Felici, Claudio Moretti e Coralla Ciccolini. Niente di impegnativo, il tutto è pensato (pensato?) o costruito, che rende meglio l’idea, per trasformare il piccolo schermo in una sorta di discoteca a tutto schermo: musica, rime, rumore… Poco altro.

    L’armata Brancaleone del pentagramma gira su un furgoncino d’antan: chiacchierano, canticchiano, cazzeggiano. Pezzali fa quello che gli riesce meglio in assoluto quando non canta, mostra tutto l’avorio che ha in bocca, più visibile ora che è molto dimagrito. Un simile format sarebbe diventato sostenibile e forse godibile se affidato a un intellettuale, che so… Philippe Daverio o a quel simpaticone di Umberto Broccoli; così incarna al meglio il vuoto, la sospensione temporale e di pensiero che portarono la Lambada o i Watussi al successo. Tutto marcia, poi, se Pezzali e gli altri incontrano Edoardo Bennato (uno a cui chiedono perché ce l’abbia con le canzonette, ma vi pare possibile) che spiega, chitarra alla mano, come nasce un “tormentone”. Più difficile dare un senso all’intervista con le Lollipop, quelle di Down down down.

    La nostalgia per i bei tempi andati, la voice over di Nord sud ovest est in stile Lucignolo cita proprio i “bei tempi” (complimenti agli autori), rende tutto migliore. Ma con tutti questi programmi di ripescaggio musicale – da La più bella sei tu di Luciano Rispoli, passando per Il caso Sanremo di Renzo Arbore, i pomeriggi di Paolo Limiti, e poi 50 Canzonissime e I migliori anni di Carlo Conti – i vecchi brani musicali non passano mai davvero. Vita più difficile, con la soppressione di Discoring, Superclassifica, Top of the pops o Festivalbar, ce l’ha la musica nuova. È il paradosso postmoderno, il nuovo non piace se non si veste d’antico.

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