Sformat di Mariano Sabatini – American Horror Story fa degli eccessi il suo maggiore pregio

Sformat di Mariano Sabatini – American Horror Story fa degli eccessi il suo maggiore pregio

American Horro Story è una serie tv di grandissimo interesse, pregevole per ambientazione, cast e realizzazione

    american horror story asylum jessica lange

    Non v’è dubbio che molto del successo di American Horror Story, giunto in Italia alla seconda stagione di programmazione (su Fox – Sky, il mercoledì alle 22.45, in prima emissione), sia dovuto alla riproposizione di molti stereotipi del genere, codificati in decine e decine di opere letterarie o cinematografiche. Nella prima serie erano al centro della narrazione le inquietudini di un gruppo di famiglia, gli Harmon, in un interno dell’antica Murder House; sede di infiniti delitti e testimone silente di tanto male, le cui concrezioni divenivano tangibili per gli sfortunati proprietari. Fino alla soluzione finale, tra apparizioni, allucinazioni, isteria sessuale, turismo macabro. Ma la vera protagonista del plot era proprio la casa, classico topos della narrativa horror, da Poe a King, in svariate declinazioni.

    Il coraggio dei creatori, Ryan Murphy e Brad Falchuk (quelli di Glee), e la sublime spregiudicatezza degli sceneggiatori hanno dato vita ad una serie di culto, in cui il solido patto con gli estimatori rende tollerabile la trattazione molto poco politically correct di temi come l’omosessualità, la religione, il ritardo mentale o la pazzia. Nelle puntate di questa seconda stagione, intitolata Asylum ed ambientata negli anni Sessanta dell’altro secolo, Jessica Lange – presente anche in Murder House, confermata per la lucida follia che riesce emanare e il terrore che incute – indossa la tonaca della spietata suor Jude, direttrice di un ospedale psichiatrico affollato di esseri devastati nel fisico e nella mente. Mostri di altra natura, assetati di carne umana, compreso un serial killer di donne, si muovono all’esterno dell’istituto, con il medico (grandioso James Cromwell) che dà sfogo alle sue paranoie di ex nazista. Poiché l’orrore ha radici ben più profonde ed intime di quanto ci piaccia credere, suor Jude nasconde nel suo passato un altro segreto.

    Il volto della ragazzina che ha investito e ucciso anni prima la tormenta, senza per altro indurle compassione nei confronti dei poveri pazienti.

    Una produzione di grandissimo interesse, pregevole per ambientazione, cast, realizzazione, che difficilmente potrà trovare ospitalità al di fuori dell’offerta pay. Se non epurata da quelli che i programmatori delle reti generaliste considerano eccessi e che, sommati, rendono unico American Horror Story.

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