Sformat di Mariano Sabatini – Alla seconda di Sanremo, il momento musicale più alto è Asaf Vidan

Sformat di Mariano Sabatini – Alla seconda di Sanremo, il momento musicale più alto è Asaf Vidan

Si è conclusa la seconda serata del Festival di Sanremo 2013

da in Festival di Sanremo 2013, Sformat
Ultimo aggiornamento:

    E al 63° Festival della canzone italiana arrivarono gli stranieri, veri e presunti. Tipo Carla Bruni, che è italiana e se la tira con il francese e le sue nenie tutte uguali. Meno male che Lucianina Littizzetto, portatrice sana di irritualità e schiettezza, l’ha trascinata in una divertente parodia (la bella e filiforme che si nutre dei riflessi del Louvre e la gargoyle di Notre Dame), in cui a onor del vero l’ex première dame ha dimostrato di saper stare al gioco e sorridere di sé. Ieri sera, la valletta – allora c’è!? – era l’israeliana Bar Refaeli, che non ha spiccicato una parola in italiano neppure a pagargliela a parte. Neanche Sanremo, su sollecitazione di Fazio, è riuscita a pronunciare bene.

    Se straniera aveva da essere, Fabio avrebbe potuto dare un’opportunità alla bella, brava e seria Filippa Lagerback; da tanti anni badante a Che tempo che fa, apparsa ieri nel ruolo di proclamatrice di una delle canzoni in gara prescelte al televoto. Tra gli altri “premiatori”, molti sportivi (sembrava il remake delle ultime, non fortunatissime, Olimpiadi) e un sempre più antipatico Carlo Cracco, chef dal grugno a denonimazione di origine incontrollata; manco gli avessero schiacciato gli ammennicoli nella macchina per stendere la pasta.

    Le canzoni si confermano di livello medio-alto, forse poco sanremesi: notevoli Elio e le storie tese, Almamegretta; Max Gazzè e Annalisa, gli unici canticchiabili da subito. I giovani relegati a tarda notte. Tutti diretti da maestri che sembrano presi da incantamento: si rivolgono ad un’orchestra, sistemata in piccionaia, che non li intravede neppure per sbaglio.

    In vista della solita fiction biografica della rete, l’omaggio a Modugno compiuto da Beppe Fiorello sapeva di routine. Mentre Asaf Avidan, anche lui israeliano, ha regalato al Festival un’emozione musicale senza pari, con un bis richiesto dal conduttore e giustificato dal gradimento straordinario del pubblico in sala. È una gara di canzoni italiane ma niente vieta di prendere il meglio che viene da oltreconfine. Quando è davvero il meglio.

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