Sformat di Mariano Sabatini – Alfano contro Annunziata, la Rai dovrebbe difendere il ruolo del servizio pubblico

Angelino Alfano si scaglia contro Lucia Annunziata che lo ospita a In 1/2 Ora

da , il

    Angelino Alfano e Lucia Annunziata

    Ancora una volta gli esponenti del Pdl si scagliano come un sol uomo contro la giornalista Lucia Annunziata, conduttrice di In 1/2 ora, la domenica su Raitre. Dopo aver messo in fuga Silvio Berlusconi, refrattario alle interruzioni e alle domande, dopo lo scazzo con Francesco Rutelli, stavolta è il turno del segretario facente funzioni, Angelino Alfano, che nel talk show del direttore di Huffington Post ha rivendicato per i moderati il ruolo di prossimo presidente della repubblica; senza il timore di sfiorare il ridicolo, dopo l’indegna manifestazione di protesta contro i magistrati sulla gradinata del tribunale di Milano.

    In questo caso, Alfano è rimasto fortemente attaccato alla poltroncina e si è guardato bene dal lasciare lo studio, dopo che Annunziata li aveva definiti “impresentabili”. Giudizio duro, urticante se si vuole, che tuttavia s’inserisce pienamente nel diritto di critica a cui un giornalista di riconosciuta credibilità dovrebbe poter attingere senza intimidazioni o limitazioni. C’è un apposito articolo della Costituzione a garanzia di tale libertà espressiva, alla base del servizio pubblico.

    Eppure il dg Rai Gubitori, anche a nome della presidente Tarantola, e il direttore di Raitre si sono scusati con gli esponenti del Pdl. E mi sembra l’ennesimo, preoccupante, atto di contrizione che denuncia la soggezione del servizio pubblico alla politica. Non vedo quale sia l’illecito nel giudicare “impresentabili” coloro che si organizzano per irridere, turbare, discutere l’indipendenza di uno dei tre poteri fondamentali dello stato. Se la Corte di Cassazione assolve il giornalista Pietro Ricca che dà del buffone a Berlusconi, definendolo un atto di “forte critica” che serve a suscitare riflessioni, non c’è ragione perché Annunziata debba usare cautela al cospetto di Alfano, che per tutta risposta mette in dubbio la “titolarità etica” della giornalista. Si è trattato di un sano confronto alla pari, non di un agguato. Alfano ha replicato ampiamente. Adesso la Rai dovrebbe difendere la sua collaboratrice, altro che scusarsi.