Sformat di Mariano Sabatini – Al TgLa7 il mancato incontro di Berlusconi e Monti diventa Mezzogiorno di fuoco

Sformat di Mariano Sabatini – Al TgLa7 il mancato incontro di Berlusconi e Monti diventa Mezzogiorno di fuoco

Su La7 fa discutere il mancato incontro tra Silvio Berlusconi e Mario Monti

    Enrico Mentana Tg La7

    Succede tutto su La7, o almeno questa è la sensazione. Meglio delle leggendarie “signorine buonasera”, è molto sollecito Enrico Mentana nel dar conto al Tg di qualsiasi sussurro pronunciato davanti e dietro le telecamere dell’emittente. In chiusura, e gli manca solo la cotonatura di Nicoletta Orsomando dei tempi d’oro, snocciola gli ospiti di Otto e mezzo e, se c’è un programma in partenza, si collega con il collega per due battute scherzose, come utile promo. La rete Telecom, sempre in vendita, è di fatto una all news, con qualche intermezzo culinario (ma esistono anche i periodici di cucina) e satirico (sempre informazione è, seppure di commento). Così tutto diventa notizia o viene presentato come tale, nel credibile contesto del notiziario.

    Si comincia la mattina all’alba con Omnibus, sovente condotto dall’eccellente Andrea Pancani che non soffia benzina sul fuoco delle risse, e nel tg delle 13.30 si rilancia quello che hanno dichiarato gli ospiti politici. Altre volte si riprendono i siparietti dell’Aria che tira. Pensate allo scontro tra l’albaparietti del Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi (sta più in tv e in teatro che al desk), e la nipotina del Duce, Alessandra Mussolini. Mentre, alla “prima” di Zeta, è stato Gad Lerner a dare in pasto a Mario Monti una battuta di Crozza, che il premier uscente ha osato definire “pateticamente disinformato”. Cosa che ha dato l’opportunità al comico genovese, venerdì sera, di rispondere con un formidabile numero dall’omonimo titolo, fulgido esempio di canzone-invettiva. L’intera programmazione, secondo la linea dettata da Mentana, è legata da un’ininterrotta staffetta.

    Facendo onore al soprannome balistico, “mitraglia” trasforma le cronache della giornata in bollettini di guerra. Nell’edizione prandiale di oggi si dava conto, per l’appunto, dell’incontro mancato tra Berlusconi e Monti, entrambi presenti negli studi romani di via Novaro – il primo a L’aria che tira, l’altro a Coffee break – manco fosse quello di Miller e Kane in Mezzogiorno di fuoco. A voi attribuire i ruoli del manigoldo e dello sceriffo. Se da una parte questo tipo di giornalismo nutre il frastuono informativo delle nostre giornate, per l’instancabile lavorìo di marketing carsico, bisogna riconoscere al fondatore del Tg5/rifondatore del TgLa7 il ruolo di direttore ombra dell’emittente.

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