Sformat di Mariano Sabatini – Aggratis ironizza sulla crisi finanziaria, e dovrebbe farlo su quella delle idee

Il programma della seconda serata di RaiDue Aggratis, condotto da Fabio Canino e Chiara Francini, non convince

da , il

    Aggratis

    C’è una rete da salvare e Gregorio Paolini accorre in soccorso con le truppe cammellate di Aggratis; il nuovo contenitore comico-satirico di Raidue, il martedì alle 23.40, condotto da Fabio Canino e Chiara Francini: lui famoso per le Cronache marziane di Italiauno, lei per il ruolo in Tutti pazzi per amore su Raiuno. I co-autori non mancano: Simonetta Martone, già presentatrice di santoriana memoria, Fabio Vassallo, Francesca Cucci, Giulia Riccardi, Gianluca Ansanelli, Massimiliano Palmese. La tempesta dei sette cervelli ha prodotto un happening stile avanspettacolo, in zona Zelig e Colorado (ma soprattutto Made in sud, che imperversa sulla stessa rete), realizzato – dio li perdoni – dove Mina animava Studio 1. Lo spunto ideologico del programma è, e come ti sbagli, la crisi.

    Si ironizza sui pochi soldi in circolazione, che costringono gli scenografi a usare tutti i fondi per le prese elettriche e i plastici di Porta a porta e a lasciare i rimasugli a quelli di Aggratis… dove ci si può permettere un comico, Pietro Sparacino, che per risparmiare ha eliminato nei suoi pezzi i passaggi inutili, mantenendo solo le battute. Che poi è una parola grossa, se le battute sono di questo tenore: “In realtà io sono una donna, quello che vedete è un tatuaggio”. Si capisce poi che anche gli applausi da studio siano stenti. Figuriamoci le reazioni a casa, oltre lo schermo. E non si potrà neanche obiettare che il problema è la decontestualizzazione, visto che non c’è contesto.

    Altra battuta topica, di una tale che realizza il “sogno” di dire tutto quello che le donne non hanno mai osato pronunziare: “Prima dell’undici settembre delle mie chiappe, voglio che qualcuno si giri a guardarle”. Eleganza, il tuo nome è Velia Lalli.

    La crisi, a ben vedere, non è solo finanziaria. È di idee. I comici, o gli aspiranti tali, non fanno ridere neppure a pagamento. E certe rassegne dovrebbero essere evitate, anche Aggratis.