Sformat di Mariano Sabatini – A MasterChef si privilegia lo show rispetto all’abilità culinaria

Sformat di Mariano Sabatini – A MasterChef si privilegia lo show rispetto all’abilità culinaria
da in MasterChef Italia, Sformat, Sky
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    MasterChef Italia 2

    Ma quanto si cucina in tv!? A tutte le ore, su tutte le reti, chiunque sappia mettere insieme, in qualche modo che non conduca alla rampa del pronto soccorso, pranzo e cena si sente autorizzato ad aspirare al ruolo di chef. Una volta si diceva cuoco, oggi tutti son chef, stellati o no. La culinaria è vista, però, come modo per svoltare le proprie esistenze grigie. Il fenomeno è ben visibile a MasterChef Italia, giunto alla seconda edizione il giovedì sera su Sky Uno, alla fase delle selezioni che porterà 40 “fortunati” a sfidarsi a colpi di sughi, soffritti, pan di spagna davanti a Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Carlo Cracco. Quest’ultimo ha fatto molto parlare di sé per la discutibilissima copertina di un mensile in cui è effigiato con una bonazza, nuda e una grossa orata in mano, avvinghiata a lui. Impegnato a mostrarsi più crudele di Hannibal Lecter nel cooking show in questione, Cracco sarà pure uno chef da leccarsi i baffi, in quanto a gusto nella comunicazione lascia molto a desiderare.

    In generale, nell’ambito della cucina televisiva, sembra che ognuno aspiri a qualcosa che non ha: i concorrenti di MasterChef agognano a cucinare per professione, mentre i cuochi famosi vogliono vendere tanti libri, farsi riconoscere per strada, diventare sex symbol… E tutto questo spadellare davanti alle telecamere sublima la mancanza di abnegazione nelle case; altrimenti non si spiegherebbe la profusione sui banconi dei supermercati di surgelati, piatti pronti in quattro salti e buste di liofilizzati.

    Scritto da Paola Costa, Nicola Lorenzi, Paola Papa, Luca Risso, Nadia Forini, Sonia Soldera, Donato Pisani, Vincenzo Maiorana (e la collaborazione ai testi di Daniele Baroni e Laura Cristaldi), il programma mette in palio centomila euro in gettoni d’oro e la riconoscibilità televisiva da spendere in ogni modo come Spyros, vincitore della prima edizione. A un sedicente poeta i giudici in cerca dell’x factor gustativo danno una seconda opportunità, mentre una giovane mamma disoccupata scoppia in lacrime e qualunque cosa ci sia c’è dietro quella disperazione non potrà asciugarla con il grembiule di MasterChef. Il gioco è gioco ed è chiaro che l’eccessiva drammatizzazione del rituale è voluta, nutrita ad arte, ciò non di meno la tipa che sputa in faccia a Bastianich tutta la sua sicumera vorresti baciarla.

    Al contrario il pescatore che s’inginocchia meriterebbe l’esclusione solo per il gestaccio di sottomissione fuori luogo. Lo show è garantito, la cucina verrà.

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