Sfide dedica la quarta puntata a Giorgio Chinaglia e alla Lazio degli anni ’70

Sfide dedica la quarta puntata a Giorgio Chinaglia e alla Lazio degli anni ’70

Sfide dedica la quarta puntata a Giorgio Chinaglia, il campione della Lazio diviso fra gol, sfarzi e discussi procedimenti giudiziari

    Sfide dedica la quarta puntata a Giorgio Chinaglia

    Sfide dedica la sua quarta puntata a Giorgio Chinaglia, l’ex calciatore e bandiera della Lazio scomparso il 1° aprile del 2012. A Long John, questo il soprannome del laziale, sarà dedicata l’intera puntata. Alex Zanardi parlerà della inarrestabile ascesa della Lazio, dalla serie B allo scudetto nel 1974 e dei momenti bui della carriera del calciatore: i danni con la giustizia e la fine di un’ex bandiera biancoceleste. Si parlerà della vita di un uomo, noto anche per la sua carriera di telecronista in varie reti televisive.

    Quelli di Giorgio Chinaglia erano gli anni ’70, lui cresciuto fra il Galles e l’Italia arriva nel 1969 alla Lazio dopo aver giocato per lo Swansea City, la Massese e l’Interpoli. La squadra biancoceleste passò dalla B alla serie A e riuscì a vincere lo scudetto nel campionato 1973-1974, era la squadra di Pino Wilson, Luciano Re Cecconi e del tecnico Tommaso Maestrelli. Anche a quella strada, divisa negli spogliatoi, ma unita in campo grazie alla guida di Maestrelli: giovani talenti, ma sui generis. Nella puntata di Sfide si parlerà anche dell’omicidio di Luciano Re Cecconi, ucciso a 28 anni per un tragico errore. Re Cecconi si trovava con un compagno di squadra, Pietro Ghedin, in una gioielleria romana: qui finse di essere un rapinatore, il proprietario della gioielleria gli sparò. La storia è stata raccontata in uno sceneggiato-documentario Rai L’appello – Il caso Re Cecconi. Nel 2012, la teoria dello scherzo viene ribaltata da un libro inchiesta di Martino Martucci. All’interno di Sfide, interviste anche a ex giocatori come Pino Wilson, Luigi Martini, Vincenzo D’Amico, Giancarlo Oddi fra gioie, dolori, successi e sconfitte per ricordare Long John Chinaglia.

    Dopo lo scudetto con la Lazio, Chinaglia andò a giocare negli Stati Uniti per i New York Chomos fino al 1983 e qui ottenne anche la cittadinanza statunitense. Chinaglia fu anche un artista a 360 gradi sui generis: recitò a fianco di Lando Buzzanca nel film L’Arbitro, lancia un singolo intitolato (I’m) Football Crazy, mentre gli Squallor gli dedicano un brano: Il vangelo secondo Chinaglia. Non solo calcio, tanti i procedimenti disciplinari legati a Chinaglia: nel 1996 una condanna di due anni di reclusione per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio collegati alla gestione della Fin Lazio, la finanziaria proprietaria della società biancoceleste. Dieci anni dopo, viene iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di riciclaggio con l’aggravanti di aver aiutato l’attività della camorra. E altre nuove accuse, anche di questo si parlerà lunedì 29 ottobre a Sfide alle 22:45 su Rai 3.

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