Sex and the City 2, ancora problemi negli Emirati Arabi Uniti

Sex and the City 2, ancora problemi negli Emirati Arabi Uniti

Ancora problemi per Sex and the City 2 in Abu Dhabi

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    Le relazioni tormentate non sono una novità per Sex and the City, ma questo è qualcosa di diverso: gli Emirati Arabi potrebbero snobbare il sequel del film. Fin qui nulla di strano, se non fosse che parte del film è ambientata lì. Poco prima di due settimane dall’uscita di Sex and the City 2 non è ancora chiaro se il film uscirà nella ricchissima Abu Dhabi, la città in cui Carrie e la comitiva chic di New York scambiano le loro Jimmy Choo per indossare sandali comodi per bistrattare le tradizioni medio-orientali. Già il rapporto non è iniziato nel migliore dei modi.

    Le autorità degli Emirati avevano già rifiutato una richiesta per filmare in loco, forzando la troupe a dirigersi in Marocco e ricreare i set di Abu Dhabi. Nel 2008, il primo film di “Sex and the City” arrivò negli Emirati Arabi Uniti, dove la censura elimina scene di baci, nudi e imprecazioni da film e serie tv. E la Shooting Stars, rappresentante negli Emirati del distributore Warner Bros., dice che le autorità saudite non hanno ancora deciso se far uscire nelle sale del Golfo il film dopo la sua data di uscita il 27 maggio. Il Consiglio Nazionale dei Media, responsabile per il controllo di film e altri media negli Emirati, ha scelto di non commentare.

    Il film mostra alcune complessità delle città del Golfo che tentano di competere a livello internazionale. Abu Dhabi si è commercializzato come località emergente per compagnie di produzione e grandi studios cinematografici. Ma c’è un’alta sensibilità sulle trame viste come troppo razziste o che riguardano gli affari politici regionali. Il rifiuto degli Emirati a partecipare al film riflette un desiderio di “controllare il loro brand,” ha detto Leila Hudson, graduate director degli studi Medio Orientali dell’Università dell’Arizona. “Per gli Emirati, quella ‘città’ nel titolo, sembra sia riferita – in modo abbastanza logico – alla loro Abu Dhabi e non a New York.

    Questo è un po’ troppo“, ha affermato la Hudson. Comunque il romanzo di Candace Bushnell “Sex and the City”, da cui sono tratti i film, può essere visto fra i best-sellers nelle librerie di Dubai.

    Il trailer del film invita i fan delle quattro modaiole a “scoprire quanto può essere divertente il proibito”, ma le scene che rappresentano Abu Dhabi e il deserto arabo sono in realtà state girate nel Nord Africa a 6,400 chilometri di distanza. In realtà, Abu Dhabi gioca il ruolo di un patriarca più conservatore rispetto alla vicina Dubai e segna l’economia del resto del Paese in questi giorni di crisi. La ricchezza di petrolio di Abu Dabi ha lasciato lo sviluppo a una velocità rallentata, incluse le gallerie satellite del museo Guggenheim e del Louvre. Sembra aver esercitato una maggiore pressione sulle autorità di Dubai per regnare i costumi simil occidentali che possono offendere i valori conservatori del Golfo. Lo scorso mese, una corte ha condannato una coppia a un mese di carcere per essere andati contro il codice morale scambiandosi un bacio appassionato in un ristorante di Dubai. Un manager di una sala a Dubai ha detto che è ancora possibile la programmazione del sequel di Sex and the City. Spera ancora che questo dubbio si sciolga. “Qualche volte i distributori e il consiglio dei censori cambiano idea all’ultimo minuto“, ha detto Hyacinth Quijano, un assistant manager dei Reel Cinemas in un centro commerciale di Dubai.

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