Servizio Pubblico, sesta puntata: Santoro scuote gli italiani, Travaglio punzecchia Napolitano

La sesta puntata di Servizio Pubblico (31/10/2013) tocca differenti temi legati all'attualità italiana

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    La sesta puntata di Servizio Pubblico (31/10/2013) in onda su La7 ha centrato più di un punto della criptica quanto critica situazione politica italiana. Alla presenza di politici e giornalisti il conduttore Michele Santoro ha dato il la alla puntata con un’anteprima quasi sofferta.

    Al suono della Marcia di Topolino, Santoro ha dato il suo personale scossone agli italiani che come i marines di Full metal jacket avanzano tra le rovine cantando una filastrocca. Ed, in effetti, il Belpaese è sul lastrico con un giovane su due che non lavora e tre milioni di disoccupati senza speranza. Mentre sullo sfondo c’è una sempre più irraggiungibile Germania, il leader del M5S azzarda:’Grillo si sente già in campagna elettorale. Le spara grosse: ha detto ai suoi parlamentari che ha chiesto l’impeachment ma solo per farsi capire bene dal popolo di internet, voleva parlare alla pancia del Paese‘. Intanto l’Italia sembra incatenata al voto palese, alla retroattiività ed alla legge del condannato non in Parlamento. Matteo Renzi svetta tra le nuove leve con tanta voglia di cambiare a partire dalla giustizia, ma forse, a fronte dell’efficientissima giustizia degli altri paesi, ci si deve interrogare sul sistema per cui i potenti la fanno sempre franca.

    Il dibattito prosegue pacatissimo con Enrico Mentana, Maurizio Belpietro, Mario Mauro, Nitto Palma e Federico Rampini in diretta da New York fino alle consuete scosse di Marco Travaglio che incentra il suo monologo su Giorgio Napolitano, ‘presidente imbalsamatore’ e portatore del nuovo pensiero unico impostosi al tramonto del berlusconismo. Espressione massima di questa attitudine sarebbe l’attuale governo, preda di un paradosso: ‘Per salvare la stabilità del governo non deve fare niente, peggio delle salme ma senza rigor mortis‘. Permangono le contraddizioni del Pdl con colombe travestite da falchi ed ancora una volta assoggettati a Berlusconi.

    A fagiolo arriva un frammento di alcune dichiarazioni di Beppe Grillo sul capo dello Stato prima e sull’irrisolta questione del Porcellum ai microfoni di un inviato di Servizio Pubblico. Il leader del Movimento 5 Stelle viene raggiunto anche da Giulia Innocenzi, del tutto indifferente alle polemiche per la bocciatura all’esame dell’Ordine dei giornalisti, che consegna brevi manu l’invito in trasmissione rivolto agli esponenti del movimento.

    Tanti temi sono sul tavolo a parte l’onnipresenza del Cavaliere – lo sciopero dei bancari, il voto palese, la tenuta dell’Euro, la reputazione dell’Italia all’estero – eppure Servizio Pubblico non regala scossoni e polemiche ma solo il sorriso per le consuete vignette finali di Vauro.