Servizio Pubblico, nuovi ‘sabotaggi’ alle tv del network DTT: colpita l’Emilia Romagna

Servizio Pubblico, nuovi ‘sabotaggi’ alle tv del network DTT: colpita l’Emilia Romagna

Ripetitori rubati in Emilia Romagna, a rischio la messa in onda nella zona di Servizio Pubbico

    ripetitori tv

    Continua la sequela di furti e danneggiamenti ai ripetitori di alcune emittenti tv locali: ad essere colpite, questa volta, sono Telecentro, Telesanterno e di Telestense, tutti canali dell’Emilia Romagna legati al network multipiattaforma che trasmette Servizio Pubblico di Michele Santoro. Già due settimane fa si era registrato un caso analogo in Lombardia, seguito la scorsa settimana da un furto in Trentino Alto Adige, ma non è certo che si tratti di un volontario sabtotaggio del programma di Santoro. Proprio qualche giorno fa Alessandro Sortino, ex Iena ora nella squadra di PiazzaPulita di Corrado Formigli (La7), ha accusato Santoro di millantare sabotaggi e attentati a suoi danni. Intanto la circostanza temporale (tutti i furti si sono registrati alla vigilia di Servizio Pubblico) fa riflettere.

    Partiamo dai fatti: intorno alle 3 di ieri notte alcune emittenti locali dell’Emilia Romagna sono improvvisamente scomparse dai teleschermi. Stando ai primi accertamenti delle forze dell’ordine, pare siano stati rubati un ponte radio e i ricevitori delle emittenti Telecentro, Telesanterno e di Telestense, che si trovano in provincia di Modena, a Monfestino, nel comune di Serramazzoni. Si lavora per ripristinare le trasmissioni, che potrebbero ritornare in onda nel tardo pomeriggio di oggi, ma non ci sono certezze. Colpisce il fatto che, nonostante la zona sia ricca di ripetitori televisivi e di ponti radio, non siano state toccate le infrastrutture dei Vigili del Fuoco e del 118.

    E’ il secondo caso che colpisce emittenti legate alla multipiattaforma di Servizio Pubblico: giovedì 10 novembre, alla vigilia della seconda puntata del programma di Santoro, erano stati rubati a Roncola, in provincia di Bergamo, due trasmettitori di una televisione milanese.

    Il primo a lanciare l’ipotesi di un attentato ai danni di Santoro è stato Sandro Parenzo, presidente di Telelombardia e partner di Servizio Pubblico: troppo ‘casuale’ un avvenimento del genere a poche ore dalla puntata del talk del giornalista salernitano.

    Un altro caso del genere è stato registrato una settimana dopo, giovedì 17 novembre, in Trentino Alto Adige: altri ripetitori rubati, nuovo lancio di accuse per un sabotaggio, quindi la verifica che le emittenti coinvolte non avevano nulla a che fare col network di Santoro. circoastanza che ha scatenato la polemica lanciata da PiazzaPulita, che ha accusato Santoro di ‘vittimismo’ (egocentrico) ingiustificato.

    Ora questo nuovo caso: gli inquirenti battono tutte le piste, in primis quella di furti su ‘commissione’ a fini di ricettazione nell’Est Europa, dove c’è una forte richiesta di infrastrutture per le trasmissioni tv. Ma il precedente lombardo inizia a far pensare a una vera e propria manovra anti-Santoro. Voi che ne dite?

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