Servizio Pubblico: Michele Santoro vuole ‘Punire i Corrotti’

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Michele Santoro_quarta servizio pubblico

Quarta puntata questa sera per Servizio Pubblico di Michele Santoro, che si dedica all’inchiesta Finmeccanica e al cambio di rotta della Fiat, che oggi chiude Termini Imerese e guarda all’estensione nazionale del contratto siglato con gli operai di Pomigliano d’Arco. Punire i corrotti il titolo scelto per la puntata di stasera, in onda come sempre sulla multipiattaforma DTT, satellite e web (che ha in Sky Tg24 – canali 504 e tasto active dei canali 500 e 100 – la rete di punta) e in esclusiva anche su Radio Capital. Ospiti di Michele Santoro il segretario generale della Fiom-Cgil Maurizio Landini, l’imprenditore e parlamentare Santo Versace, il giuslavorista Michele Tiraboschi e i giornalisti Marco Lillo del Fatto Quotidiano e Massimo Mucchetti del Corriere della Sera.

L’inchiesta Finmeccanica si va allargando a macchia d’olio. Scandali da una parte e perdite dall’altra. Il governo Monti chiede una soluzione rapida e responsabile: andrà a fondo di un sistema di appalti e corruzione che ha fatto parlare di una nuova Tangentopoli? E chi paghera’ il conto? Il mondo del lavoro, ancora una volta? Sullo sfondo, intanto, la Fiat annuncia la disdetta dei contratti e l’applicazione del ‘modello Pomigliano” a tutti gli stabilimenti automobilistici del Gruppo in Italia: questa la sintesi della puntata di Servizio Pubblico di questa sera diffusa a mezzo stampa dalla redazione di Servizio Pubblico, che ha già sollecitato Facebook e Twitter a inviare domande agli ospiti e a far sentire la propria voce nel corso della puntata, sia tramite i sondaggi che a intervalli regolari puntellano la serata sia con i propri commenti.

Intanto, dopo due vigilie contraddistinte da ‘sabotaggi’ ai ripetitori delle tv locali coinvolte nel progetti multipiattaforma, Michele Santoro incassa a poche ore dalla nuova puntata di Servizio Pubblico una vittoria legale contro Il Giornale, citato dal giornalista salernitano per diffamazione. In un articolo pubblicato nel giugno 2007, infatti, il quotidiano attribuì a Santoro la ‘responsabilita’ morale’ del suicidio del maresciallo dei carabinieri Antonino Lombardo, avvenuto nel 1995, per i toni utilizzati da Santoro nella puntata di Tempo Reale del 23 febbraio 1995. Nella sentenza, pubblicata il 10 novembre, il giudice del tribunale civile di Roma Anna Maria Pagliari ha condannato per diffamazione la società editrice de Il Giornale, l’allora direttore responsabile Maurizio Belpietro e il giornalista Giancarlo Perna al pagamento di 60mila euro e delle spese processuali a favore di Michele Santoro. Perna è stato condannato anche al pagamento di una sanzione pecuniaria di 4mila euro. Le accuse rivolte al giornalista sono state considerate infondate dal giudice, che ha anche sottolineato come Perna non abbia fornito ai lettori, in merito alla vicenda dell’allontanamento e del rientro in Rai di Santoro a seguito dell”editto bulgaro’, una corretta informazione.

Gio 24/11/2011 da Giorgia Iovane

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Domenico 24 novembre 2011 15:10
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Per coloro ,che in qualche modo ,recano danno allo Stato propongo l’applicazione del 41 bis in toto,anzi per loro ci vorrebbe il 41 ter.poichè il danno che procurano tocca tutti.(meno che a loro)
Grazie

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Angelo 24 novembre 2011 23:36
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tutti i corrotti devono andare a casa, e confiscare tutti i beni ,come si fa’ coi mafiosi,

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