Servizio Pubblico: Marco Travaglio e gli Schettino d’Italia (video)

Marco Travaglio e gli Schettino d'Italia a Servizio Pubblico di giovedì 19 gennaio 2012

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    Salvare Tutti era il titolo della puntata di questa sera, giovedì 19 gennaio, di Servizio Pubblico, che ha ‘usato’ il naufragio della Costa Concordia e il comportamento del comandante Schettino come metafora di un’Italia semi affondata a causa di un ‘capitano’ amante delle belle donne che diceva che tutto andava bene mentre l’Italia affondava nei gorghi della crisi. Insomma, Schettino si trasforma in un’allegoria di Berlusconi e simbolo di tutti quelli che ‘subiscono’ a loro insaputa. In alto l’intervento di Marco Travaglio a Servizio Pubblico del 19/1/2012.

    Il parallelo tra il naufragio del Costa Concordia e il lento inabissamento della situazione economica italiana non è proprio originale: già Crozza a Ballarò di martedì 17 ci aveva pensato (peraltro non per primo). Ma inevitabilmente il caso Schettino si presta perfettamente a paralleli e rappresentazioni simboliche con la situazione italiana: nella condotta del comandante Schettino, con le sue galanti ospiti e la bella 25enne moldava Domnica Cemortan che lo difende, con le sue reticenti informazioni (qui la prima comunicazione con la Capitaneria, nella quale nega di avere problemi), con le scuse addotte per giustificare prima l’impatto col Giglio (‘Le rocce non erano segnalate‘), poi l’abbandono della nave (‘Sono caduto su una scialuppa‘) ha ricordato alcuni ‘errori’ attribuiti a Berlusconi, che ha prima negato la crisi, l’ha quindi attribuita all’economia internazionale e ha riempito la stampa italiana e internazionale con le sue avventure femminili. Una ‘condotta’ che ha spinto il ‘comando superiore’ (ovvero il presidente Napolitano) a inviare ‘sul posto’ una squadra di soccorso, inflessibile e rigorosa, come Monti e il suo governo che per alcuni versi può ricordare il comandante De Falco.

    Ma Travaglio individua Schettino anche ‘nell’inconsapevole’ Scajola, ritrovatosi a ‘possedere’ una casa al Colosseo senza però rendersi conto di come fosse stata pagata. Insomma, il naufragio della Costa Concordia, con il suo eroe e il suo vile, con il protagonista e l’antagonista, si attaglia benissimo a raccontare una certa Italia e una certa politica. Almeno per Marco Travaglio.