Servizio Pubblico, Celentano c’è (per un soffio): se a censurare è la tv ‘libera’…

Servizio Pubblico, Celentano c’è (per un soffio): se a censurare è la tv ‘libera’…

    celentano santoro

    Che Michele Santoro stesse preparando una puntata sulla Rai era apparso fin troppo evidente fin da sabato scorso, quando una giornalista del team di Servizio Pubblico tempestò di domande il direttore di RaiUno Mauro Mazza nella conferenza stampa di ‘vigilia’ dell’ultima apparizione a Sanremo 2012 di Adriano Celentano. Quale occasione migliore, dunque, per raccogliere anche un’intervista-testimonianza del Molleggiato sulla sua esperienza festivaliera e sulle battaglie condotte con la Rai per vedersi garantita la sua libertà autoriale ed artistica? Il paradosso è che Celentano ha rischiato di vedersi censurato proprio dalla piattaforma ‘libera’ del panorama tv nostrano, quella messa su per riportare Santoro in onda.

    A meno che non si tratti di una mossa di ‘marketing’ per non far passare sotto silenzio il ritorno di Celentano in tv dopo Sanremo 2012 e il nuovo incontro tra il Molleggiato e Santoro dopo i fasti dell’ultima stagione di Annozero su RaiDue (e l’ipotesi non è affatto peregrina, anzi), il caso scoppiato in relazione alla puntata di questa sera di Servizio Pubblico ha davvero del paradossale.

    Di fronte all’annuncio di uun’intervista a Celentano (con sorpresa) in onda su Servizio Pubblico l’iper-garantista Sandro Parenzo, il capofila ‘tecnico’ del network multipiattaforma che ha garantito il ritorno di Santoro in tv e principale partner del ‘teletribuno’ salernitano, è ‘parso’ tirarsi indietro.

    Siamo al buio. Non si sa nulla dell’intervento di Celentano. Santoro non vuole dirci nulla di questa intervista. Ci mandino il testo, oppure ci diano una fidejussione, altrimenti l’intervento di Celentano non andrà in onda. Manderemo in onda ‘Servizio pubblico’ e quando ci sarà Celentano lo oscuriamo‘: questa la dichiarazione ‘choc’ fatta da Parenzo ieri, preoccupato delle intemperanze del Molleggiato e delle possibili multe che possno scaturire d qualche sua provocazione.

    ‘Sbandierando’ la multa di 5 mln di euro comminata alla Rai per un servizio di Annozero ritenuto dal giudice diffamatorio verso la Fiat, Parenzo si fa due conti in tasca e conviene che le ‘sue’ casse non sono in grado di sostenere il rischio Celentano. ‘Io da domani dico solo che la Fiat è una grande azienda, perché chi paga alla fine sono io. E se domani venisse fuori qualcosa contro la Rai? E se la Rai poi ci fa causa, chi paga?‘ ha detto Parenzo.

    Una dichiarazione che vede la libertà di espressione sgretolarsi di fronte al ‘denaro’ e che per un po’ ha creato il caso ‘censura’ Celentano sulle tv libere. Alla fine il tutto è rientrato: Parenzo dà il placet mentre Santoro dichiara a nome di entrambi di essere ‘onorati di ospitare una sorpresa di Adriano Celentano e abbiamo il massimo rispetto sia della sua libertà sia della sua grandezza di artista‘. Lo sfogo di Parenzo sarebbe tutta una provocazione per porre l’attenzione sulla multa milionaria che la Rai è stata condannata a pagare.

    Sono fermamente convinto che Parenzo volesse soltanto protestare in maniera paradossale per l’abnormità della sentenza che ha condannato la Rai e Corrado Formigli, visto che i nostri accordi, per scelta di Parenzo e mia, non prevedono nessuna forma di controllo preventivo essendo noi legalmente responsabili di ciò che va in onda‘, dice Santoro. E intanto torna il tormentone: cosa dirà Celentano?

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