Servizio pubblico ad interesse privato…

Servizio pubblico ad interesse privato…

    Gli argomenti trattati in “Servizio Pubblico” sono sempre importanti e di grande attualità. Alluvione di Genova, Ebola, stragi di Stato, solo per citarne alcuni. E’ il modo di affrontarli in studio che lascia a desiderare. Dopo l’ormai arcinota lite Santoro Travaglio, dove a mio avviso aveva palesemente ragione il condirettore de “Il Fatto Quotidiano”, pare che la trasmissione stia andando meglio. Che sia stata tutta una sceneggiata? Chissà. Ad ogni modo pareva reale.

    Ospiti troppe volte saccenti, altre succubi dell’opinione del presentatore che finisce per farsi domande e darsi risposte sempre più convinto delle sue ragioni, alla Marzullo per intenderci. Sarà che far il comunista con un contratto milionario un po’ di fastidio in un normale telespettatore che vive e mantiene la famiglia con 1200 euro al mese lo crea. Senza parlare poi di tutti gli italiani senza lavoro, giovani e non. Un presentatore così dovrebbe essere super partes visto il ruolo importante che ricopre.

    Ritmo lento, periodi lunghi, salamelecchi tra compari dello stesso partito sia da una parte che dall’altra. Sono tutti contro le forze dell’ordine e non ne capisco il motivo. L’anarchia ha mai portato a risultati nel mondo? Non mi risulta. Inoltre in un dibattito ci sono botta e risposta, di solito… Giunta alla quarta edizione, è una trasmissione interessante che potrebbe migliorare. Nota di merito ai giornalisti inviati, decisi, pungenti, concisi. In onda ogni giovedì alle 21.10 su La7.

    236

    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Lo zampinodi Silvia Zanchi

    Festival di Sanremo 2017

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI