Serena Dandini: “La Rai non vuole Parla con Me? Lo dicessero e buonanotte!”

Serena Dandini chiede alla Rai una presa di posizione: "Se non vogliono Parla con Me lo dicessero e buonanotte"

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    serena dandini parla con me 2011

    Arriva rapidamente il commento di Serena Dandini all’aut-aut impostole dal dg Rai Lorenza Lei al termine della prima riunione del CdA Rai dopo la pausa estiva. “Non mi sembra ci sia la volontà di fare il programma, ma lo dicessero e buonanotte” dice la Dandini, alla quale la Rai sta di fatto chiedendo se è disposta ad accettare un contratto Rai per Parla con Me o preferisce restare in esclusiva con la Fandango, finora produttrice del programma per RaiTre, e trasferirsi altrove. La Dandini, dal canto suo, sembra adottare la ‘strategia’ di Michele Santoro, ovvero costringere la Rai a una presa di posizione (che, come si sa, non arriverà mai).

    La Rai non intende derogare alla politica aziendale che da gennaio impone che i programmi di cui detiene interamente i diritti siano prodotti all’interno dell’azienda: questo quanto emerso dal CdA di oggi, nel quale di fatto si spinge Serena Dandini a una scelta, restare in Rai con un contratto firmato dall’azienda o lasciare tutto e cercare ‘fortuna’ altrove.

    Al di là del fatto che secondo il consigliere di minoranza Giorgio Van Straten questa policy aziendale non esiste (insomma, mettetevi d’accordo), la patata bollente sul futuro di Parla con Me in Rai – o meglio sulla presenza della Dandini nel palinsesto di RaiTre con o senza Parla con Me (che potrebbe subire qualche variazione per essere ritrasmessa senza il marchio Fandango o essere definitivamente cassata) – passa direttamente alla conduttrice, che non intende però lasciare alla Rai la soddisfazione di farsi fuori da sola. Un ‘giochetto’ che in Rai è all’ordine del giorno (ricordate il braccio di ferro con Santoro, vero?)

    E meno male che sono altamente strategica per l’azienda” ha detto ironica la Dandini all’Ansa, riferendosi ai contenuti della nota stampa rilasciata dalla Rai nel tardo pomeriggio di ieri. E descrive il lungo iter che sta tormentando il futuro del programma: “Il 1° agosto mi hanno detto che avrei avuto risposte in 48 ore. Sono passati 40 giorni. La partenza del programma, prevista per il 27 settembre, è stata fatta saltare per inerzia. Mi sbaglierò ma non mi sembra che ci sia la volontà di fare il programma, lo dicessero e buonanotte“. Vabbè, ma a questo punto devono fare proprio il disegnino….

    In tutto questo, il bello è che dalle decisioni del CdA sembra che la Rai sia intenzionata a tenersi il programma, anche se con alcuni variazioni o con un altro conduttore… Di fatto sarebbe un’altra cosa, magari meno ‘indigesta’ al premier, ma in grado di far dire alla Rai di non aver censurato il programma. Beh, queste abilità machiavelliche non sono da tutti…