Sempre più probabile lo sciopero degli attori

Sempre più probabile lo sciopero degli attori

L'ultima volta che un mediatore federale è sceso in campo, gli sceneggiatori hanno scioperato per mesi bloccato tutto: il precedente non fa ben sperare, ma la Screen Actors Guild (Sag), alla faccia della scaramanzia, ha richiesto l'intervento di un mediatore federale che possa riavviare le trattative con i produttori e scongiurare lo sciopero degli attori

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    L’ultima volta che un mediatore federale è sceso in campo, gli sceneggiatori hanno scioperato per mesi bloccato tutto: il precedente non fa ben sperare, ma la Screen Actors Guild (Sag), alla faccia della scaramanzia, ha appunto richiesto l’intervento di un mediatore federale che possa riavviare le trattative con i produttori e scongiurare lo sciopero degli attori.

    Se il mediatore fallirà nel suo tentativo di convincere l’industria cinematografica a rinnovare il contratto scaduto il 30 Giugno, lo sciopero, dicono le più importanti testate americane, sarà inevitabile: come scrivevamo nei giorni scorsi, c’è già infatti la richiesta di votare per un blocco totale dei lavori, che dovrà essere approvato dal 75% degli aventi diritto.

    Non che il raggiungimento del quorum sia un problema, visto che secondo un sondaggio della Sag, se il mediatore federale fallisse nel far riaprire le trattative, sarebbero pronti a scioperare il 96% degli attori, anche quelli ‘minori’ che sarebbero messi quasi sul lastrico dal blocco delle produzioni.

    E dopo le trattive congiunte sui commercials con l’AFTRA, la SAG ha trovato un accordo con gli altri due sindacati degli attori, ossia l’AEA (Actors’ Equity Association) e, appunto, l’AFTRA: secondo l’accordo concluso lunedì, il Joint Policy Committee, Aftra e Sag tratteranno assieme i rinnovi dei contratti che stanno per scadere.

    Non sappiamo se questo sia un ritorno alla ‘Fase Uno‘, in cui i due sindacati andavano d’amore e d’accordo, quello che è certo è che dopo la vittoria delle elezioni da parte della Unite For Strenght, i due sindacati hanno ricominciato a parlarsi, non fosse altro perché in due si ha più potere contrattuale che in uno.

    Quanto ai produttori, l’AMPTP ha già fatto sapere che la SAG non ha alcun motivo di aspettarsi un contratto migliore di quello già negoziato da altri sindacati, soprattutto considerata la crisi dell’economia mondiale; di buono, però, c’è che sempre i produttori non hanno risposto negativamente all’ipotesi di un mediatore federale…sperando, ovviamente, che la seconda volta sia meglio della prima

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