Selfie, grandi ascolti per il programma che ne cita altri mille

Selfie, grandi ascolti per il programma che ne cita altri mille

Simona Ventura lancia i video con le storie emozionanti dei protagonisti, ma in studio domina la caduta di Tina Cipollari e il mondo di Uomini e Donne

    Grandi ascolti per Selfie. Sarà stato l’effetto ritorno in TV di Simona Ventura, o la presenza, nel cast, dei personaggi di Uomini e Donne, sta di fatto, però, che la prima puntata del nuovo programma, in onda il lunedì sera su Canale 5, ha ottenuto risultati affatto irrilevanti per Mediaset, soprattutto se si considerano le grane finanziarie dell’azienda dell’ultimo periodo. Il primo appuntamento, infatti, è molto piaciuto al pubblico, riuscendo ad ottenere una media di 4.183.000 telespettatori, pari al 20.23% di share.

    ​A regalare dati Auditel, nettamente superiori alle aspettative di Mediaset – pare che Canale 5 fosse già contenta nel caso Selfie – Le Cose Cambiano ottenesse il 12% di share in prima serata – sono stati, molto probabilmente, tre, dei fatti salienti, accaduti nel corso della prima puntata, condotta dalla presentatrice-naufraga Simona Ventura. ​

    ​E cioè: proprio il debutto di Simona Ventura, tornata a condurre a Mediaset a distanza di anni di assenza dalla TV generalista che conta; la lite con caduta tra Tina Cipollari e la dama di Uomini e Donne, Gemma Galgani, ospite in studio;​ infine, l’uscita di scena, salvo poi rientrare in studio, di Katia Ricciarelli, che, per un po’, ha abbandonato la trasmissione, in quanto offesa dalla ‘regina’ del salotto pomeridiano di Maria De Filippi.

    Da un lato, si dirà, cambiare significa trasformarsi; dall’altro, però, è anche vero, che il cambiamento, quando repentino, forzato, dettato da necessità terze, esterne, equivale a stravolgere. Il rischio, cioè, è quello di sgretolare quei valori fondanti di un programma televisivo del genere: rispetto per le storie narrate, attenzione a non ridicolizzare i protagonisti e dare il giusto peso a – tutte – le problematiche affrontate.

    La sensazione, invece, è che, il confine, tra, spettacolo più spinto e risoluzione in TV dei problemi delle persone, rischi di sfociare nella banalità più becera. Banalità che, invece, non si è affatto vista nei video-selfie, realizzati in esterna, capaci di raccontare ‘senza filtri’ le emozioni e gli stati d’animo dei protagonisti della trasmissione.

    Inoltre, rispetto alle dinamiche strettamente legate alla struttura del programma, anche in termini di ‘categorie mentali’ usate da chi lo realizza, urge fare alcune riflessioni.

    In Selfie, infatti, almeno per il momento, il tema del cambiamento, sembra declinato quasi esclusivamente in termini psico-fisici. Sarebbe, invece, più stimolante, probabilmente anche per gli autori, mettere a fuoco il grande potenziale offerto da una trasmissione simile:

    declinare, cioè, il concetto di cambiamento, in varie dimensioni e in maniera palindromica. E, soprattutto, senza, per forza, attingere a certi programmi televisivi-meme-cult, come Il Brutto Anatroccolo, Io e le mie ossessioni o, addirittura, il buon vecchio Stranamore.

    Possibile che, cambiare, anche in TV, voglia dire far finta di cambiare tutto per, poi, non cambiare mai nulla?

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