Scott Patterson parla di Aliens in America

Scott Patterson parla di Aliens in America

Traduzione intervista allo Starry Constellation Magazine

    scott patterson

    Ha passato sette stagioni recitando nella serie di successo della CW “Una mamma per amica”, ma dopo la chiusura non è rimasto con le mani in mano ed ha ottenuto il ruolo del papà del protagonista nella nuova serie comica “Aliens in America“: parliamo ovviamente di Scott Patterson, che in un’intervista allo Starry Constellation Magazine parla della serie e del suo personaggio.

    Secondo Patterson, “Gary Tolchuk è grosso modo l’essenza di ognuno di noi: un tizio con una famiglia, un po’ cristiano e conservatore…suo figlio è invece la mela che è caduta un po’ lontana dall’albero”. Certo, il ruolo è estremamente diverso da quello che recitava in “Una mamma per amica”, ma l’attore quarantanovenne non si fa grossi problemi: “E’ tutto un cambiamento, dal portamento al modo di pensare: ma è questo che mi piace, è questo il motivo per cui faccio questo lavoro. Quanto al successo della serie, Patterson spiega che è dovuto in parte alla buona alchimia che si è creata tra lui e il resto del cast: “La prima persona che ho incontrato è stata Amy (Pietz, che nel telefilm interpreta la moglie), e l’ho subito adorata, è una delle persone più fantastiche del pianeta. Poi ho incontrato il resto del cast, e per loro vale lo stesso: sono molto dotati e professionali, belle persone con cui è bello lavorare. Mi sento fortunato a far parte di questo”. Ma il successo è dovuto anche alla serie stessa, che fa pensare divertendosi: “Lo show parla della xenofobia delle persone, ma lo fa in modo simpatico, così che tutti possano ridere di loro stessi: penso ci sia del genio in quello che hanno fatto gli sceneggiatori.

    Hanno preso la nostra società post 9/11, e ne parlano facendoci fare un sacco di risate. Ma lo show promuove anche la diversità e l’integrazione: basti pensare all’interpretazione del personaggio musulmano, che è una persona vera e non il tipico cliche hollywoodiano del terrorista”
    .

    368