Scongiurato lo sciopero degli attori?

Alan Rosenberg, presidente del sindacato degli attori, ha convocato un meeting d’emergenza, previsto per venerdì prossimo al quartier generale della Sag, del board nazionale, per discutere la proposta di revocare il referendum per la votazione di uno sciopero degli attori

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    Alan Rosenberg, presidente del sindacato degli attori, ha convocato un meeting d’emergenza, previsto per venerdì prossimo al quartier generale della Sag, del board nazionale, per discutere la proposta di revocare il referendum per la votazione di uno sciopero degli attori: l’annuncio è stato fatto sabato pomeriggio, il giorno dopo che la sezione newyorkese della Sag ha annunciato la sua contrarietà allo sciopero a causa della crisi economica.

    I leader di New York, lo ricordiamo, rappresentano il 25% dei 120.000 membri della Sag, e nella giornata di venerdì hanno fatto chiaramente capire di essere contrari allo sciopero, mentre sono favorevoli alla ripresa delle trattative previo rimpiazzo, in toto, del team dei negoziatori attuali.

    Mentre scioperare poteva essere una strategia sensata ad ottobre, spiegano i vertici del sindacato di NY, adesso pensiamo che sarebbe irresponsabile farlo, considerata la crisi economica, i numerosi programmi cancellati e gli investimenti tagliati. La decisione più difficile che un attore possa prendere è se scioperare o meno, e prima ancora di fare questa scelta, vi chiediamo di trovare un accordo“.

    La cosa non ha ovviamente fatto a Rosenberg, che ha ribadito come la mossa di revocare il referendum per lo sciopero sia sbagliata, in quanto mostrare che gli attori sono favorevoli alla protesta è l’unico modo per convincere le majors a tornare a trattare e ad aumentare l’offerta, al momento ferma a quella dello scorso 30 giugno.

    Se nel meeting di venerdì si dovesse decidere per la votazione, ricordiamo che questa è prevista per il 2 gennaio, con i risultati che saranno resi noti il 23: se il 75% dei votanti avrà detto sì, toccherà al board nazionale dire l’ultima parola, ed allora gli attori potrebbero veramente scioperare; al momento, però, tutto è rimandato a venerdì mattina, in attesa di capire le mosse delle varie correnti del sindacato.