Sciopero sceneggiatori, si procede tra mezze proposte ed esperti di pubbliche relazioni

Sciopero sceneggiatori, si procede tra mezze proposte ed esperti di pubbliche relazioni

Il più grande cliffhanger di questi giorni ad Hollywood è se e quando finirà lo sciopero, quanto gli sceneggiatori rimarranno in sciopero, ma soprattutto come questo sciopero inciderà sull’industria televisiva

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    Il più grande cliffhanger di questi giorni ad Hollywood è se e quando finirà lo sciopero, quanto gli sceneggiatori rimarranno in sciopero, ma soprattutto come questo sciopero inciderà sull’industria televisiva. Nell’attesa, la parola d’ordine delle reti televisive americane è una sola: ricliclo!

    Nella migliore tradizione italiana, CBS e NBC Universal hanno deciso di porre fine, a modo loro, allo sciopero che ha segato le gambe a metà dei loro programmi: se la NBC non ha ancora reso noto quali programmi manderà in onda (il CEO della rete, Jeff Zucker, ha spiegato che lo sciopero non ha “danneggiato seriamente” i palinsesti), la CBS ha deciso di acquistare dalla Showtime le versioni censurate di Dexter e (forse) Weeds (il patto non è piaciuto al Parents Television Council, ma la rete se ne è – per ora – disinteressata). Se lo sciopero continuasse a lungo, però, sarebbero tempi duri per tutti: Alan Gould, analista della Natixis Bleichroeder, se lo sciopero durasse fino a dopo Natale, CBS, Disney and News Corp. “dovrebbero rivedere le loro previsioni dei profitti”.

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    (immagine tratta da wikipedia)

    Lo scenario è da incubo: se finora i network hanno più o meno resistito allo sciopero, da gennaio in poi saranno dolori: CBS, NBC e Fox hanno già rimandato metà delle loro produzioni, mentre l’ABC comunicherà questa settimana come e quanto lo sciopero ha inciso sui suoi palinsesti. Secondo i pubblicitari, la Fox sarebbe comunque la rete meno inguaiata: Shari Anne Brill, vicepresidente della Carat, ha spiegato che sebbene è “preoccupata per tutte le reti, la Fox potrebbe cavarsela grazie ad American Idol, le repliche di House, e la nuova serie ‘Terminator: The Sarah Connor Chronicles‘. L’unico problema è 24″, serie che la Fox, vista la sua particolare natura seriale, ha deciso di rimandare a tempo indeterminato. Quanto alla CBS, la rete sarebbe aiutata – ma solamente a breve termine – dalla sua natura di canale “crime”, che le fa proporre serie che non hanno grandi varietà di trame (per capirci, i tre CSI, Senza Traccia e Cold Case non sono poi troppo differenti l’una dall’altra, quindi facilmente “rimpiazzabili” l’una con l’altra), oltre al succitato ‘innesto’ di programmi da altre reti, ed ovviamente dalla rediviva Jericho.

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    (immagine tratta da wikipedia)

    La ABC (che ha dalla sua mezza stagione di Lost) potrebbe rimpiazzare programmi del calibro di Grey’s anatomy & co. con programmi tipo “Dancing With the Stars” e “Extreme Makeover: Home Edition” (che negli Usa sono programmi assai seguiti). Quanto alla NBC, la rete (che ha fatto sapere di non avere particolari problemi) starebbe pensando di fare un revival di “Medium” e “Law & Order”, oltre a “Lipstick Jungle” e “Law & Order: Criminal Intent.” Intanto, mentre la Writers Guild of America e l’Alliance of Motion Picture and Television Producers non hanno ancora stabilito se e quando riaprire le trattative (per ora continuano ad accusarsi a vicenda), dagli sceneggiatori (che hanno ri-pregato di nuovo i registi di non cominciare le trattative finché loro – gli sceneggiatori – non hanno trovato un accordo) è venuta la proposta che i pagamenti dei residuals per la distribuzione via web (streaming) avvengano sulla formula del “quante volte è stato visto”: non si sa se e come questa proposta sia stata accolta dalla controparte, la quale, avuta notizia che i sondaggi le sono sfavorevoli, ha deciso di assumere due esperti di pubbliche relazioni: si tratta Mark Fabiani e Chris Lehane, già consiglieri di Clinton and Al Gore, grazie ai quali l’AMPTP spera di “far breccia” nel cuore del pubblico, per ora tutto o quasi dalla parte degli sceneggiatori (con grande sorpresa degli stessi, tra l’altro).

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