Sciopero sceneggiatori, parlano Bill Lawrence (Scrubs), Damon Lindelof (Lost) e Tim Kring (Heroes)

Sciopero sceneggiatori, parlano Bill Lawrence (Scrubs), Damon Lindelof (Lost) e Tim Kring (Heroes)

E Fausto Brizzi, regista e sceneggiatore, ha spiegato in un’intervista a Radio Montecarlo che potrebbero scioperare anche gli sceneggiatori italiani

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    wga strike

    Continua lo sciopero degli sceneggiatori Usa, sceneggiatori che non hanno alcuna intenzione di mollare: dopo aver analizzato in lungo e in largo le serie che rischiano, stavolta lasciamo che a parlare siano i creatori di tre note serie Usa, Scrubs, Heroes e Lost.

    Per quanto riguarda Scrubs, avevamo già anticipato che chiudere affrettatamente la serie non era certo tra le priorità di Bill Lawrence: il creatore di Scrubs ha infatti spiegato di aver rifiutato un offerta degli ABC Studios (che producono la serie) di scrivere un finale alternativo prima dello sciopero della WGA. “Sono andato avanti con la sceneggiatura come avevo programmato, e non inserendo una scena con due persone che si baciano che avrebbe potuto fare da finale della serie”, ha detto Lawrence, che ha anche aggiunto che è pronto ad aspettare – se necessario – la stagione 2008-09 per dare una degna fine alla serie: “Userò tutto il mio ‘potere’ per dare una degna serie alla fine, anche se questo significasse fare tutti i dialoghi da solo e chiamare la gente per leggerli al telefono”. Scrubs andrà fuori dai palinsesti della NBC a Gennaio, quando saranno trasmessi undici dei diciotto episodi ordinati: gli sceneggiatori non appartenenti al sindacato che sciopera hanno completato un dodicesimo episodio, ma Lawrence si è rifiutato di lasciare i picchetti per lavorare nello show. Per un creatore agguerrito, ce n’è uno rassegnato/incavolato: Damon Lindelof, produttore di Lost, ha rimarcato il suo supporto allo sciopero dalle colonne del New York Times: “La televisione sta morendo, scrive Lindelof, l’ho capito quattro anni fa, ma lo negavo perché non potevo credere che questa invenzione meravigliosa fosse giunta all’inizio della fine. Il mio show, Lost, è stato trasmesso in streaming e scaricato centinaia di migliaia di volte da quando è stato reso disponibile sul sito della ABC. Prima del download l’utente deve guardare una pubblicità, che genera al network un guadagno: e noi non abbiamo niente. Lost viene venduto anche su iTunes a 1.99 dollari: e ancora, non abbiamo niente. Probabilmente, aggiunge Lindelof, sarò trasportato nelle strade e bruciato, se i fan dovranno attendere ancora un anno per il ritorno di Lost, ma sono arrabbiato perché siamo accusati di avidità dagli studios che sono avidi. Sono arrabbiato perché la mia avidità è giusta: se gli studiosi guadagnano con i miei show anche fuori dalla tv, perché io non devo ricevere nulla?”. Infine, Tim Kring: il creatore di Heroes ha confermato al quotidiano Usa Today di che Heroes finirà il 3 dicembre, ma senza cliffhanger di sorta: “I fan vedranno una vera e propria rivoluzione, l’episodio è in assoluto il migliore che abbiamo mai fatto”. Milo Ventimiglia ha aggiunto: “Nella prima parte della seconda stagione ci siamo allontanati da quello che era il concetto di Heroes, ma ora siamo tornati sulla buona strada”. E se in America gli animi sono agitati, la bufera potrebbe arrivare pure in Italia (sai che dispiacere, perdere una stagione intera di Vivere, ahah). Fausto Brizzi, regista e sceneggiatore, ha spiegato infatti in un’intervista a Radio Montecarlo: “Loro stanno bloccando tutto, cosa che prima o poi dovremo fare anche noi.

    Sicuramente stiamo messi peggio dei nostri colleghi che protestano, noi ci accontenteremmo del contratto che tutela già il loro lavoro. Sapessero come siamo costretti a lavorare”. Ma in futuro, per il regista di Notte prima degli esami, le cose in Italia potrebbero cambiare: “Adesso con la Sact, associazione degli sceneggiatori di cui sono vicepresidente, stiamo cercando di fare in modo che ci sia anche da noi un contratto tipo che tuteli la categoria”. Uno sceneggiatore italiano spiega Brizzi vive “sicuramente meglio di un impiegato di un call center, ma peggio di un attore o di un produttore. Noi vorremmo arrivare anche in Italia alla figura dello sceneggiatore che diventa produttore esecutivo che cura la propria serie come negli Stati Uniti”. “Le cose potrebbero cambiare – conclude -solo quando ci sarà un’associazione che riunisca tutti gli sceneggiatori, altrimenti se scioperi da solo i produttori si rivolgono altrove. Al contrario, in America sono riusciti a paralizzare la produzione”.

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