Sciopero, le trattative si fermano: riprenderanno martedì prossimo

Sciopero, le trattative si fermano: riprenderanno martedì prossimo

Le due parti sono ancora ad un punto morto, ed hanno deciso di interrompere le trattative fino martedì prossimo, quando lo sciopero raggiungerà la quinta settimana

    wga strike

    Lo sciopero degli sceneggiatori è oramai giunto alla sua quarta settimana, e ancora non si vede una fine: nonostante l’ottimismo (i più ottimisti parlavano di risoluzione in tempi brevi – leggi: questa settimana – i meno ottimisti di una risoluzione prima di Natale), le due parti sono ancora ad un punto morto, ed hanno deciso di interrompere le trattative fino martedì prossimo, quando lo sciopero raggiungerà la quinta settimana.

    Al quarto giorno di trattative, nonostante la AMPTP avesse fatto quella che considera una “proposta terremoto”, la WGA ha opposto un netto rifiuto, e le due parti hanno deciso di rimandare il tutto a martedì prossimo. Secondo fonti bene informate, la proposta avrebbe stabilito un ulteriore compenso di 130 milioni per la distribuzione via cellulari/internet/nuovi media in genere, oltre a quelli già previsti (che non sono milioni, ma miliardi, più precisamente 1,3 bilioni di dollari) : il “New Economic Partnership” è stato rigettato dalla WGA, che lo ha bollato come un “cattivo contratto”, cosa che avrebbe (il condizionale è d’obbligo, visto che le trattative si sono svolte sotto black-out mediatico) fatto infuriare i vertici della AMPTP, visto che in un primo tempo la WGA avrebbe mostrato “interesse”. Tanto era l’ottimismo che l’associazione dei produttori, dopo aver sperato in un comunicato congiunto (proposta rifiutata visto che il portavoce della WGA West, David Young, ha fatto sapere che avrebbe dovuto prima parlarne con i suoi membri) aveva emesso un comunicato in cui annunciava che il “New Economic Partnership è quello che serviva per chiudere le trattative”. A stretto giro di posta, la WGA (comunicato congiunto di Patric Verrone – Presidente della WGA West – e Michael Winship – presidente della WGA East) rispondeva che “continueremo a combarre con il supporto della Screen Actors Guild, degli altri sindacati, dei politici, e del pubblico (per non parlare della International Affiliation of Writers’ Guild – IAWG – che, come abbiamo scritto ieri, ha mostrato la sua solidarietà facendo sfilare i suoi membri nelle maggiori città del mondo dichiarando un “International Solidarity Day”). Non ci arrenderemo, non accetteremo un cattivo contratto, e su questo siamo tutti d’accordo. L’AMPTP, distorce le notizie, ma questo ci motiva ancora di più”. A questo punto gli studios hanno deciso per una linea più accomodante, dichiarando che “avremmo preferito continuare le trattative venerdì (oggi, ndr), ma rispettiamo e capiamo il desiderio della WGA di studiare le proposte” (visto che la WGA ha già rifiutato l’accordo, che deve riflettere?).

    wga strike

    E se la lotta tra gli studios e la WGA pare al momento irrisolvibile, la WGA East avrebbe raggiunto un “tentativo di accordo” con la ABC, per i 250 adetti alle notizie che lavorano con un contratto scaduto da quasi 3 anni: mercoledì l’associazione ha spiegato in un comunicato che le due parti hanno trovato una bozza di accordo, che sarà sottoposto a ratifica il 13 dicembre in due meeting (a New York e a Washington, D.C.). Niente da fare invece per gli impiegati della CBS, che – pur essendo autorizzati – non hanno ancora dichiarato una data di inizio sciopero: i rumors vogliono che lo sciopero sia dichiarato il 10 dicembre, data scelta non a caso visto che in quel giorno era previsto il dibattito dei candidati democratici (cancellato).

    wga strike

    Tra tanti comunicati, un sacco di rumors: se la prossima settimana non si registreranno ulteriori progressi, l’AMPTP comincierebbe le trattative con la Directors Guild of America (il sindacato dei registi, il cui contratto scade il 30 giugno): i registi si sono detti disponibili e pronti alla trattativa, anche se la WGA non avesse raggiunto un accordo: se così fosse, la mossa diminuirebbe di molto il potere contrattuale della WGA. Dal canto suo, pare che il sindacato degli sceneggiatori potrebbe porre termine allo sciopero e far tornare al lavoro i suoi membri, lasciando però aperta la possibilità di richiamarlo in ogni momento. Per ora, in ogni caso, il sindacato continua la sua campagna con picchetti e altri eventi, che mantengano alta l’attenzione del pubblico: la WGA West ha previsto per oggi un “Hollywood Homecoming” evento presso i picchetti davanti alla Sony, cui dovrebbero partecipare l’ex presidente della WGA West, Christopher Knopf; gli sceneggiatori Millard Kaufman, Norman Borisoff, Arthur Marx, Don Mankiewicz, Tom Mankiewicz, John Mankiewicz e Dominic Stefano, il regista Andrew McCullough e l’attrice Lelia Goldoni.

    broadway strike

    Rimanendo in tema di sciopero, i teatri di Broadway hanno riaperto i battenti dopo l’accordo tra maestranze e produttori. “Il nuovo contratto è un buon compromesso”, ha detto St. Martin a nome dei produttori, “soddisfazione” che ha trovato concorde il presidente del sindacato Local One James Claffey. L’accordo – di cui non sono stati resi noti i termini – è stato raggiunto dopo 48 ore di trattative dirette, che sono seguite a diversi mesi di negoziati tra il sindacato locale e la Lega dei teatri e produttori americani. L’agitazione, iniziata il 10 novembre, vedeva contrapposti i produttori che volevano flessibilità, mentre il sindacato chiedeva un numero fisso di tecnici e operai: secondo i calcoli della League of American Theaters and Producers, c’è stata una perdita di 17 milioni di dollari al giorno.

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