Sciopero, le trattative Sag-Amptp riprenderanno a metà febbraio?

Sciopero, le trattative Sag-Amptp riprenderanno a metà febbraio?

Si svolgerà oggi il meeting in cui la fazione moderata della Sag tenterà di licenziare in forma ufficiale Doug Allen, il cui licenziamento avvenuto con la tecnica del written assent ha portato ad un ricorso in tribunale da parte di Rosenberg & soci

    La stella della Sag sulla Walk of Fame

    Si svolgerà oggi il meeting in cui la fazione moderata della Sag tenterà di licenziare in forma ufficiale Doug Allen, il cui licenziamento avvenuto con la tecnica del written assent ha portato ad un ricorso in tribunale da parte di Rosenberg & soci.

    In un messaggio diffuso ieri, la Unite For Strength parla di un “passo procedurale che è doveroso in quanto preverrà ulteriori ritardi nelle trattative con l’Alliance of Motion Picture & Television Producers“. Ricordiamo che la Sag lavora senza contratto da giugno, e che gli ultimi negoziati – falliti – sono andati in scena a novembre.

    Non ci sono dettagli su quale sarà il piano adottato, ma considerato che i moderati sono tecnicamente la maggioranza, è probabile si tenti di far passare una risoluzione che licenzi in forma ufficiale Doug Allen e da direttore esecutivo nazionale e da capo della squadra che ha condotto le trattative.

    Il licenziamento ufficiale era già stato tentato a metà gennaio, ma Rosenberg e Membership First avevano attuato la tecnica dello stallo e così il 26 gennaio Allen venne licenziato con la tecnica del written assent, cosa che aveva permesso la riapertura delle trattative con le majors; peccato che la mossa di Rosenberg di rivolgersi al tribunale aveva di nuovo posposto le trattative.

    Il presidente Sag continua ad insistere che tutte le sue mosse vogliono evitare che i moderati firmino un contratto inaccettabile, mentre la Ufs ha chiamato la citazione in giudizio “oltraggiosa”. Se la mossa di licenziare Allen riuscisse, le trattative dovrebbero ricominciare il 17/18 febbraio, anche se né sindacato né majors commentano l’indiscrezione sulla data.

    Proprio l’incertezza sul contratto ha portato alla creazione di una fazione “Back to Work”, che terrà un sit in per convincere tutti a firmare il contratto: “Il rifiuto di continuare le trattative, si legge nel sito www.letsgetbacktowork.com, è andato avanti troppo a lungo, e 25.000 persone non hanno più un lavoro causa rallentamento delle produzioni, senza contare quelli che lavorano nel settore dell’indotto e che non vengono compresi nel conto“.

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