Sciopero degli sceneggiatori, parlano Clooney e Moore

Sciopero degli sceneggiatori, parlano Clooney e Moore

In vista di una possibile risoluzione dello sciopero degli sceneggiatori che potrebbe però essere compromesso dallo sciopero (ad oggi non certo) degli attori, George Clooney ha fatto presente alla SAG la necessità di aprire al più presto un confronto con l’AMPTP, giusto mentre Michael Moore criticava le compagnie che cercano di salvare “pochi pennies” opponendosi ad un accordo

    Sciopero degli sceneggiatori, parlano Clooney e Moore

    In vista di una possibile risoluzione dello sciopero degli sceneggiatori che potrebbe però essere compromesso dallo sciopero (ad oggi non certo) degli attori, George Clooney ha fatto presente alla SAG la necessità di aprire al più presto un confronto con l’AMPTP, giusto mentre Michael Moore criticava le compagnie che cercano di salvare “pochi pennies” opponendosi ad un accordo.

    “C’è una credenza popolare secondo cui un sindacato aumenta il suo potere tanto più aspetta per contratteggiare”, ha detto Clooney (peraltro membro anche della WGA) “ma penso che ci sia un po’ di stress da sciopero in giro, e più aspettiamo, più perdiamo potere. Quanto ai rumors (parzialmente smentiti) di un accordo di massima raggiunto nel weekend, l’attore ha detto che “è un buono, buonissimo segno. Spero che anche noi della Screen Actors Guild possiamo aggiungerci presto al tavolo delle trattative”. Quanto a Moore, ha detto che se le trattative non raggiungeranno presto un accordo, potrebbe cominciare una raccolta di penny da mandare alle major: “E’ così ‘buffo’ che abbiano fermato un paese intero per un paio di penny”, ha spiegato il regista di Sicko.

    Intanto,ancora una volta Sid Ganis ha avvertito che gli Oscar si faranno: “Su questo non c’è alcun dubbio”, ha spiegato il presidente dell’Academy, aggiungendo come “ovviamente, speriamo veramente tanto che i negoziati tra le due parti vadano a buon fine, ma Gil Cates ha fatto del suo meglio per garantire una cerimonia degli Oscar degna di questo nome, e malgrado le circostanze che sono fuori dal nostro controllo, la cerimonia si terrà il 24, come previsto: non perché lo showbusiness deve andare avanti, ma perché gli Oscar rendono onore a voi e al vostro lavoro, e sarebbe un peccato terribile se questo onore non vi fosse dato”.

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