Sciopero degli sceneggiatori, le trattative tra WGA e l’AMPTP cominceranno martedì

L’impasse comunicativo tra la Writers Guild of America e le major Hollywoodiane è finalmente finito: in seguito al patto firmato giovedì tra DGA e l’AMPTP, le due parti hanno deciso di iniziare delle trattative informali a partire da martedì (probabilmente)

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    L’impasse comunicativo tra la Writers Guild of America e le major Hollywoodiane è finalmente finito: in seguito al patto firmato giovedì tra DGA e l’AMPTP, le due parti hanno deciso di iniziare delle trattative informali a partire da martedì (probabilmente).

    Queste “conversazioni” dovrebbero condurre al più presto a vere e proprie trattative, e sono il primo segnale distensivo dalla rottura delle trattative avvenuta il 7 dicembre. Tra i ‘conversatori’, il presidente WGA West, Patric Verrone, David Young e il ‘capo negoziatore’ John Bowman mentre per le major ci saranno il presidente della News Corp. Peter Chernin e il CEO di Walt Disney Co., Robert Iger. Come abbiamo già scritto, queste chiacchierate informali sono il preambolo della strategia già seguita dalla DGA, che prima di cominciare le trattative vere e proprie ha incontrato proprio Chernin e Iger per discutere i punti più importanti e ‘spinosi’ per far sì che le trattative fossero più produttive. Ma se molti sceneggiatori, come John Wells, giudicano “positivo” l’accordo tra registi e produttori, non si sa ancora cosa ne pensino i leader del sindacato, visto che anche ieri i comunicati della WGA non commentavano il patto, visto che questo non era stato esaminato per intero. Quello che tutti sperano sono trattative brevi, affinché la cerimonia degli Oscar sia libera dai picchetti e si svolga regolarmente, anche se venerdì gli sceneggiatori hanno detto ai picchettatori di non rispondere ad eventuali domande in merito.

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    Parte degli sceneggiatori, inoltre, sono critici verso i produttori, visto che le trattative tra le due parti sono cominciate a luglio e non hanno portato ad un nulla di fatto, mentre con i registi (che storicamente concludono in fretta) le trattative sono durate meno di una settimana, con le stesse richieste sul tavolo: “Perché non ci hanno offerto gli stessi accordi dei registi?”, chiede Tom Flynn, mentre Jim Adler è scettico sulla finestra di 17 giorni in cui i residuals per l’uso dei produtti via internet non vengono pagati e tutti i guadagni finiscono alle major. E se anche la WGA pare sia tentata dall’accettare le offerte della DGA per quanto riguarda i nuovi media, gli sceneggiatori chiedono “diritti separati”, ma soprattutto maggiore protezione in caso di “adattamenti via libri o fumetti dei prodotti tv o cinematografici”.

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    Gli sceneggiatori moderati, infine, hanno cominciato una campagna via mail in cui “pressano” il sindacato ad accettare in patto dei registi come “una cosa con cui convivere”: ricordiamo che dopo la compattezza dei primi mesi, alcuni sceneggiatori importanti hanno dato sfogo alla loro frustrazione, ritenendo la linea applicata dai negoziatori troppo dura e retorica, invitandoli ad abbassare i toni e le polemiche per giungere velocemente ad un accordo: John Wells, ex presidente della WGA, aveva ad esempio notato come “l’accordo tra DGA e AMPTP è il patto migliore che abbia mai visto negoziare in venti anni di trattative”. In una lettera circolata sul web nel weekend, Wells ha fatto notare come “l’importanza dei punti trattati dalla DGA ha costretto le major a fare chiarezza sui loro bilanci, una cosa mai successa prima. E’ una cosa straordinaria, e va celebrata”.