Sciopero degli sceneggiatori, l’AMPTP lascia il tavolo. Si complicano le trattative

Sciopero degli sceneggiatori, l’AMPTP lascia il tavolo. Si complicano le trattative

I produttori lasciano il tavolo

    wga strike 2007

    Dialogo? Speranza? Parole al vento. Dopo il gran rifiuto della WGA, a lasciare il tavolo delle trattative è stata l’Alliance of Motion Picture and TV Producers, convinta oramai che qualunque discussione sui così detti ‘residuals’ sia inutile e irrisolvibile prima dell’anno nuovo.

    wga strike

    Non si sa ancora se quella di ieri sia veramente “l’Armageddon di tutte le trattative“, sta di fatto che dopo pochi giorni di dialogo, le due parti si preoccupano solo di accusare l’altra di fare “proposte radicali” (AMPTP), mentre la WGA chiede solo un contratto “giusto”. Secondo il comunicato del sindacato degli sceneggiatori, i capi dell’AMPTP — per niente intidimiditi dalla grande mobilitazione in favore degli sceneggiatori – sono stati quelli che hanno staccato la spina al dialogo, proprio quando gli sceneggiatori stavano per presentare una contro-offerta (che in verità sarebbe stata una contro-contro-contro-contro offerta). “Rimaniamo pronti e volenterosi alle trattative, non importa quanto siano intransigenti i nostri partner”, si legge nel comunicato “Ci eravamo preparati a presentare le nostre richieste stanotte (ieri notte, ndr), quando i produttori ci hanno imposto un ultimatum: Mr Counter ci ha detto che lasciavano il tavolo, e quando sarebbero tornati solo quando avremmo mandato loro (ai produttori, ndr) una lettera in cui scriviamo che siamo pronti a togliere queste proposte (maggiori pagamenti, ndr) dal tavolo. Non faremo mai una cosa del genere, e quando loro saranno pronti a risedersi al tavolo, ci troveranno qui, pronti per un contratto giusto: l’idea dell’ultimatum non ci piace, e sebbene un numero di punti di discussione sul tavolo siano negoziabili, sono loro che devono scendere a patti con noi, non noi con noi stessi”. “Francamente, scrive invece l’AMPTP, siamo disorientati e sfiduciati dalla strategia di negoziato della WGA, che sembra più volta a rimandare o far uscire di strada le trattative, che porre fine allo sciopero. Siamo convinti che il New Economic Partnership sia un buon terreno comune su cui lavorare, e negli ultimi cinque anni abbiamo fatto in modo che gli sceneggiatori avessero una parte degli utili anche per la distribuzione via nuovi media”.

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    Secondo i bene informati, l’AMPTP avrebbe “fattore X” dalla sua parte: sebbene il sindacato degli attori (lo Screen Actors Guild, il cui contratto scade la prossima estate) è pienamente dalla parte degli sceneggiatori, il sindacato dei registi, il Directors Guild Of America, sarebbe pronto a negoziare: come avevamo scritto nei giorni scorsi, se in questa settimana non si registrassero ulteriori progressi, l’AMPTP avvierebbe le trattative con la Directors Guild of America (il cui contratto scade il 30 giugno): i registi si sono detti disponibili e pronti alla trattativa, anche se la WGA non avesse raggiunto un accordo, e se DGA e AMPTP trovassero un accordo, il potere contrattuale della WGA diminuirebbe notevolmente.

    I condizionali sono d’obbligo, visto che questo è solo un rumors, anche se il fatto che 300 sceneggiatori/registi (quindi membri di entrambi i sindacati) hanno mandato una lettera al sindacato dei registi per chiedere di posporre la negoziazione del loro contratto finché gli sceneggiatori non hanno trovato d’accordo, rende l’eventualità delle trattative tra DGA e AMPTP molto concreta.

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