Sciopero degli sceneggiatori, la NBC e la CBS non pagano Letterman e Leno (aggiornamenti)

Mentre Ellen De Generes è tornata al lavoro attirandosi le ire di tutti gli sceneggiatori, David Letterman e Jay Leno continuano a sostenere i picchetti, e visto che i loro show non vanno in onda, NBC e CBS hanno smesso di pagarli: non che la cosa 31

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    Mentre Ellen De Generes è tornata al lavoro attirandosi le ire di tutti gli sceneggiatori, David Letterman e Jay Leno continuano a sostenere i picchetti, e visto che i loro show non vanno in onda, NBC e CBS hanno smesso di pagarli: non che la cosa turbi i due, visto che Letterman guadagna 31.5 milioni di dollari all’anno, Leno “solo” 27.

    Comunque: stante i 9 giorni di sciopero (mercoledì KT Tunstall – che avrebbe dovuto suonare allo show di Leno e la Carson’s Daily – ha tenuto un concerto per i picchettatori di fronte agli studios della NBC, vedi video in fondo), e considerato che di sabato e domenica gli show non vanno in onda, finora lo sciopero è costato ai due (scesi in piazza per solidarietà con chi gli scrive le battute) una cifra variabile tra i 520.000 (Leno) e i 700.000 dollari (Letterman): il secondo, che possiede lo show in tutto e per tutto (Leno invece no, è un ‘impiegato’ della NBC), ha continuato a pagare il suo staff, anche se non è chiaro per quanto continuerà, mentre la NBC ha dichiarato che tutti gli sceneggiatori del “Tonight Show” che non lavorano saranno licenziati alla fine di questa settimana, se lo sciopero andrà avanti, e pare che la rete (visto che il “The Tonight Show” è suo) stia pensando di rimpiazzare Leno con un altro conduttore (il rimpiazzo, anche senza sciopero, era già previsto per il 2009, quando il nuovo padrone di casa sarà Conan O’Brien), anche se non è chiaro chi scriverebbe le battute al nuovo anfitrione. Leno, secondo rumors (nessuno dei due ha commentato ufficialmente le decisioni, e così pure hanno fatto NBC e CBS riguardo le indiscrezioni, ndr), non sarebbe felice dei piani della NBC, e pare stia pensando di passare prima del tempo alla Fox o alla ABC.

    E se gli show quotidiani non stanno messi bene, neanche le premiazioni di Emmy, Oscar e altri Award in generale non stanno meglio: Dicembre è infatti tempo di nomination – e quindi di sceneggiature, per Grammys, Golden Globe e Screen Actors Guild awards, mentre le nomination degli Oscar saranno rese note il 22 Gennaio, e se lo sciopero non finirà presto, saranno guai per tutti. Non che le cose vadano meglio per le premiazioni già sceneggiate: valga l’esempio degli American Music Awards, che andranno in onda a fine settimana sulla ABC: la sceneggiatura è stata scritta prima dello sciopero, ma non è stata revisionata, e il presentatore Jimmy Kimmel dovrà improvvisare. Tornando agli Oscar, durante lo sciopero del 1988 la cerimonia andò in onda, ma le battute e lo show furono scritte e sceneggiato prima dello sciopero, e i membri del Writers Guild che apparirono nello show furono avvertiti di non scrivere alcunché: cosa impossibile ai giorni d’oggi, visto che molte delle pellicole che potrebbero essere candidate all’Oscar sono uscite poco prima dei giorni dello sciopero, durante lo sciopero, per non parlare del fatto che alcune devono ancora uscire. Leslie Unger, portavoce dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, ha dichiarato che “non è ancora possibile capire quando lo sciopero inciderà sui nostri programmi”, mentre lo sceneggiatore Bruce Vilanch, che ha lavorato 18 anni per l’Academy, ha spiegato che “sarà difficile trovare qualcuno che sceneggi e conduca lo show che non sia un membro della Writers Guild”. Jon Stewart, il presentatore, non ha rilasciato commenti in merito. “Speriamo che lo sciopero si risolva al più presto e con soddisfazione di tutti, ha detto il produttore esecutivo dei Golden Globe (nomination previste per il 13 dicembre), Barry Adelman, anche se intendiamo esplorare tutte le soluzioni possibili nelle prossime settimane. In ogni caso, ha aggiunto, se una cosa non è sulla pagina non è neanche sul palco, e il contributo degli sceneggiatori è importante quanto quello di ogni altro membro dello staff creativo”. Problemi anche per gli Screen Actors Guild, le cui nomination saranno rese note il 20 dicembre, anche se la portavoce Rosalind Jarret ha assicurato che “la maggior parte del lavoro è stato fatto, mancano solo le nomination”.

    Intanto ieri (vedi foto) è stata la volta dei picchetti davanti ai negozi Disney (uno su tutti, il World of Disney store a Manhattan), colpevole (secondo gli sceneggiatori) di guadagnare 1.5 miliardi di dollari grazie al digitale, e di non dare nulla agli sceneggiatori di questo guadagno. Ovviamente la Disney rifiuta le accuse, accusando gli sceneggiatori – con un comunicato ufficiale della Disney ABC Studios – di distorcere i fatti: “Come la WGA sa bene, molti dei guadagni della Disney derivano dalla pubblicità online di siti come Disney.com e ESPN.com, o dalla vendita di merchandise nei negozi online. La WGA sa anche che ai suoi membri vengono pagati i diritti dei film/cartoni che vengono scaricati via iTunes. Falsificare la verità non è un buon modo di risolvere il problema e di permettere ad Hollywood di tornare al lavoro”. Tesi – altrettanto ovviamente- respinta dall’associazione, che afferma: “Le nostre richieste sono giuste, chiediamo solo la nostra parte, nella fattispecie il 2,5% di quanto gli studios guadagnano dalle vendite online”. Intanto, dopo un incontro informale con il Sindacato avvenuto lunedì, ieri il portavoce di Arnold Schwarzenegger, ha dichiarato che il Governatore ha intenzione di entrare in contatto anche con i rappresentanti dei produttori. Il meeting è previsto per martedì prossimo, e la WGA ha accolto positivamente l’intervento ufficiale, dichiarando che “a questo punto, qualsiasi pressione possa convincere la controparte a sedersi di nuovo al tavolo delle trattative è un’ottima cosa”.