Sciopero degli sceneggiatori, anche i Grammys sono in pericolo

Sciopero degli sceneggiatori, anche i Grammys sono in pericolo

E dopo aver boicottato i Golden Globes e messo in forse gli Oscar, cos’altro possono fare gli sceneggiatori? Ma dare del filo da torcere anche ai Grammy, terzo show per ordine di importanza

    wga strike

    E dopo aver boicottato i Golden Globes e messo in forse gli Oscar, cos’altro possono fare gli sceneggiatori? Dare del filo da torcere anche ai Grammy, terzo show per ordine di importanza.

    La cinquantesima edizione dei Grammy è prevista per il 10 febbraio a Los Angeles, trasmessi live dalla CBS: ma Gregg Mitchell, portavoce della WGA, ha detto lunedì che gli organizzatori dei Grammys non hanno richiesto una deroga né un contratto ad interim, ma che se lo facessero, difficilmente una deroga gli sarebbe concessa: “La Recording Academy, ha detto il portavoce , non ha ancora chiesto una deroga alla WGA, e se anche il sindacato non ha ancora deciso sui Grammys, se ci richiedessero una deroga difficilmente gliela concederemmo”: i Grammy sono infatti prodotti dalla John Cossette Prods., una delle compagnie ‘nemiche’, e se è quasi sicuro che non ci sarà una deroga, non è ancora chiaro se – in caso di premiazione fatta comunque – ci saranno i picchetti.

    golden globes

    Se anche la cerimonia si facesse, di sicuro saranno poche le celebrità presenti: il sindacato degli attori ha nuovamente ribadito la sua solidarietà agli sceneggiatori, e in un comunicato diffuso lunedì, ha spiegato che “gli sceneggiatori ci hanno informato che lo sciopero va avanti, e che, date le circostanze, i nostri membri saranno invitati a non attraversare le linee dei picchetti: possiamo già anticipare che la nostra solidarietà sarà continua”. Alcuni dei nominati ai Grammy — Justin Timberlake, Beyonce e Alicia Keys, per fare tre nomi — sono membri della SAG (e The White Stripes, Prince, 50 Cent e Jon Bon Jovi hanno più volte mostrato solidarietà agli sceneggiatori), ma i Grammy – come tutte le altre premiazioni – attirano sempre i grossi nomi dello spettacolo, che, quest’anno, potrebbero non presentarsi.

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    Come ha detto una fonte anonima al New York Daily News: “Gli sceneggiatori sono molto interessati agli artisti che potrebbero esibirsi negli show: se non lo facessero, lo show (durata prevista: 3 ore e mezzo) sarebbe cancellato”. Ricordiamo che solo lo scorso anno alla cerimonia sono apparsi Quentin Tarantino, Luke Wilson, Nicolas Cage, Terrence Howard, Samuel L. Jackson, Chris Rock e David Spade, mentre quest’anno tra gli artisti sono (erano?) attesi Justin Timberlake, Queen Latifah, Tim McGraw, Beyonce, Jack White, Jon Bon Jovi, T.I. e Fantasia, alcuni dei quali apparsi anche in produzioni televisive/cinematografiche

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