Sciopero degli attori, slitta il referendum

Sciopero degli attori, slitta il referendum

Il dissenso allo sciopero aumenta ogni giorni di più, ed in un sorprendente (ma alla fine neanche tanto) comunicato, il direttore esecutivo Doug Allen ha reso noto lo slittamento delle votazioni per lo sciopero dal 2 gennaio ad un non meglio specificato giorno successivo al 13 di gennaio, quando si terrà un meeting d'emergenza del board della Sag

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    Il dissenso allo sciopero degli attori aumenta ogni giorni di più, ed in un sorprendente (ma alla fine neanche tanto) comunicato, il direttore esecutivo Doug Allen ha reso noto lo slittamento delle votazioni per lo sciopero dal 2 gennaio ad un non meglio specificato giorno successivo al 13 di gennaio, quando si terrà un meeting d’emergenza del board della Sag.

    Nella missiva di Allen si legge come il presidente del sindacato degli attori, ossia Alan Rosenberg, è d’accordo con lo spostamento del voto – che, lo ricordiamo per l’ennesima volta, prevede un quorum di sì pari al 75%; il meeting d’emergenza dovrebbe in particolare riportare la pace nella Sag, attualmente divisa (spaccata) tra favorevoli e contrari allo sciopero, tra cui si annovera la quasi totalità della sezione newyorkese del sindacato.

    Queste divisioni, sottolinea Allen, non ci aiutano ad ottenere un giusto contratto con l’Alliance of Motion Picture & Television Producers, per questo ci serve più tempo per educare i nostri membri e far vincere il referendum“.

    L’annuncio dello spostamento arriva il giorno dopo che la petizione anti-sciopero ha raggiunto le 1400 firme, molte delle quali di peso se si considera che tra i firmatari si leggono i nomi di George Clooney, Russell Crowe, Matt Damon, Sally Field, Tom Hanks, Julianne Moore, Robert Redford e Susan Sarandon, tutti convinti che la crisi dell’economia non sia da aggravare con uno sciopero.

    Le due parti sono più o meno equamente divise, perché – come ha spiegato Allen, “mentre 100 personaggi famosi e 2524 membri sono d’accordo con lo sciopero, il fronte del no annovera 100 personaggi famosi e altri 1373 attori“. Il direttore esecutivo ha infine anche ribadito che votare sì allo sciopero “non significa automaticamente scioperare, ma serve solo a far tornare al tavolo l’AMPTP con un’offerta giusta per quanto riguarda nuovi media e residuals“.

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