Sciopero degli attori, Rosenberg va avanti

Sciopero degli attori, Rosenberg va avanti

Comunque consapevole delle difficoltà che lo attendono, soprattutto per quanto riguarda il probabile mancato raggiungimento del quorum per ottenere lo sciopero degli attori, Alan Rosenberg non fa comunque marcia indietro

    manifestazioni anti sciopero degli attori

    (AP: Manifestazioni di protesta contro il probabile sciopero degli attori)

    Comunque consapevole delle difficoltà che lo attendono, soprattutto per quanto riguarda il probabile mancato raggiungimento del quorum per ottenere lo sciopero degli attori, Alan Rosenberg non fa comunque marcia indietro.

    Il presidente della Sag, in particolare, è ancora intenzionato a far votare i suoi iscritti, anche se – secondo molti osservatori – è poco probabile che, a fronte della crisi economica e del forte dissenso, gli attori voteranno per uno sciopero. Nel corso di un’intervista rilasciata nel corso dell’annuncio delle nomination per gli Screen Actors Guild Awards, comunque, Rosenberg si è detto certo di poter ottenere il quorum, a dispetto delle 1000 firme raccolte dalla petizione “No SAG Strike“, che vede tra i firmatari George Clooney, Russell Crowe e Tom Hanks.

    Rosenberg si è anche detto “sconcertato” dal grande rancore dimostratogli nel corso della riunione newyorkese di lunedì, anche se ha aggiunto che “molti degli attori si sono scusati con me per il comportamento dei loro colleghi.

    E chi invita a votare no alla richiesta di sciopero, ha rincarato il presidente Sag, dovrebbe vergognarsi di sé stesso, perché ignora i sacrifici fatti dai suoi predecessori. Bisogna guardare al quadro generale, ha concluso Rosenberg, e votare sì allo sciopero – il che non significa che poi sciopereremo – perché l’AMPTP non ha negoziato con noi in buona fede, e bisogna essere sicuri di ricevere un giusto compenso per quanto riguarda il nostro lavoro e i nuovi media“.

    E se secondo Doug Allen, “a questo punto le majors dovrebbero chiederci di tornare a trattare“, l’Amptp rifiuta la lettura ‘buonista’ sullo sciopero: “Se gli attori voteranno per lo sciopero, ha spiegato Jesse Hiestand, portavoce delle majors, significa che poi gli attori sciopereranno sul serio: ma sciopero o meno, gli attori non meritano un trattamento migliore di chi ha negozionato il suo contratto quando l’economia andava molto meglio“.

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