Sciopero degli attori, rimosso Doug Allen; scongiurata la protesta?

Sciopero degli attori, rimosso Doug Allen; scongiurata la protesta?

Ciao ciao Doug Allen, ciao ciao (forse) referendum per lo sciopero: come avevamo accennato ieri, Doug Allen è stato rimosso da capo della squadra delle trattative, ed è un chiaro segnale che i leader del sindacato vogliono cancellare le divisioni create dalla proposta di sciopero degli attori, e soprattutto, che a breve potrebbero riprendere le trattative o accettare la famosa ultimissima offerta

    doug allen

    Ciao ciao Doug Allen, ciao ciao (forse) referendum per lo sciopero degli attori: come avevamo accennato ieri, Doug Allen è stato rimosso da capo della squadra delle trattative, ed è un chiaro segnale che i leader della Sag vogliono cancellare le divisioni create dalla proposta di sciopero degli attori, e soprattutto, che a breve potrebbero riprendere le trattative o accettare la famosa ultimissima offerta delle majors.

    Al momento è tutto un po’ in confusione, tant’è che non è chiaro cosa verrà fatto del contratto di Allen, valido ancora per un anno, né chi lo rimpiazzerà come capo negoziatore: di certo, le ultime dichiarazioni (avventate) del direttore esecutivo della Sag non sono passate inosservate, e per i moderati sarà facile far passare una risoluzione che oltre a chiedere di rimuovere Allen, tende a rimpiazzare tutta la squadra di negoziatori e cancellare la richiesta di autorizzazione di un voto per lo sciopero.


    A giocare a sfavore di Allen, non solo dichiarazioni come “lo sciopero è necessario” o “lo sciopero non indebolirà le majors“, in un momento in cui molti studios tagliano i budget o licenziano i dipendenti, ma anche i brutti, bruttissimi rapporti instaurati con l’Aftra, che hanno notevolmente diminuito il potere del sindacato degli attori di tv e cinema (appunto la Sag).

    La sua rimozione, insomma, non è una sorpresa, considerate anche le elezioni dello scorso settembre in cui aveva vinto la Unite For Strength, fazione moderata della Sag che tra i punti cardine aveva anche la ripresa delle relazioni con il sindacato degli artisti televisivi e radiofonici, appunto l’AFTRA.

    In attesa di capire cosa succederà oggi, segnaliamo che le petizioni pro e contro lo sciopero hanno rispettivamente guadagnato l’appoggio di 4.000 e 2.000 membri, e che persone “vicine alla situazione” fanno capire che il board nazionale starebbe pensando di creare una squadra di negoziatori che sia effettivamente specchio della composizione del board; come avevamo già scritto, infatti, nonostante le elezioni di settembre vinte dalla UfS, i negoziatori erano quasi tutti ascrivibili all’area di Membership First, la corrente che sostiene Rosenberg.

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