Sciopero degli attori, parla il presidente della Sag

Sciopero degli attori, parla il presidente della Sag

Mentre non si placa la polemica su Doug Allen, finalmente Alan Rosenberg prende posizione, ed in un'intervista a Variety definisce chi si oppone all'attuale direttore esecutivo della Sag, e di riflesso a Membership First e a lui, infantili

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    Mentre non si placa la polemica su Doug Allen, finalmente Alan Rosenberg prende posizione, ed in un’intervista a Variety definisce chi si oppone all’attuale direttore esecutivo della Sag, e di riflesso a Membership First e a lui, infantili.

    Questa gente, ha attaccato Rosenberg, è come i bambini, e si rifiuta di prendere la responsabilità per le cose che fa“. In realtà non si capisce quali responsabilità parli il presidente Sag, dato che non da ieri la sezione moderata del sindacato ha rivendicato il tentativo di far licenziare Allen, fallito per l’opposizione di Rosenberg e soci.

    Nell’intervista il presidente ha anche confermato che al momento non c’è una data certa per le votazioni per autorizzare lo sciopero, e non è neanche certo che queste si facciano: secondo quanto dichiarato nell’intervista, si dovrebbe comunque prima procedere con il piano di Allen, che prevede che gli attori vedano il contratto offerto dalle majors, per poi votarlo senza indicazioni di sorta dal sindacato, che nel frattempo proverebbe a riavviare le trattative con le majors per vedere se fosse possibile strappare qualche bonus in più.

    Da osservatori esterni, nonché oltreoceano, a noi la proposta ci pare sensata, ma i moderati hanno fatto sapere di non fidarsi di Allen, ‘colpevole’ non solo di aver mandato a monte le trattative, ma anche di aver fortemente criticato, nei mesi passati, il contratto proposto dall’AMPTP.

    Tutte considerazioni rifiutate da Rosenberg, secondo cui i moderati non avrebbero abbastanza voti per mandare via Allen, ed ha aggiunto che i suoi tentativi di ‘stoppare’ il voto del board che avrebbe portato al licenziamento di Allen, alla cancellazione delle votazioni per lo sciopero e alla formazione di una nuova squadra di negoziatori sono stati assolutamente democratici, dato che “la risoluzione era orribile, e noi siamo stati presi alle spalle. Non si può rovinare in quel modo la reputazione di nessuno“.

    Le parole di Rosenberg sono state ovviamente smentite da Paul Christie e Sam Freed, secondo cui “la risoluzione è il passo più responsabile fatto dalla Sag negli ultimi anni” e “una chiara maggioranza del board ha espresso le sue preoccupazioni sullo stato dei nostri negoziati“.

    Chiudiamo, infine, con James Cromwell ha citato in giudizio la Sag per violazione di copyright: il sindacato, secondo Cromwell, ha preso il video “Save the Biz” (contro lo sciopero), e sostituito la sua voce originale con un comunicato apocalittico in cui si profetizza cosa accadrà alla Sag se accettasse lo sciopero: il video, per la cronaca, è stato rimosso da You Tube proprio a causa della violazione di copyright.


    Secondo Cromwell, tra i 2,150 membri SAG contro lo sciopero, il video “Keep SAG Relevant” (linkata trovate la pagina di YouTube, ndr), riflette “la mentalità del vincere a tutti i costi, ed è indicativo di che tipo di persone chiedano di boicottare i Sag Awards votando contro chi si oppone all’autorizzazione per lo sciopero. Ed il peggio, conclude Cromwell, è che i negoziati sono in mano a queste persone“.

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