Sciopero degli attori, oggi vota l’AFTRA. I possibili scenari

Sciopero degli attori, oggi vota l’AFTRA. I possibili scenari

L’AFTRA oggi vota, e il risultato del voto di ratifica potrebbe arrivare addirittura prima del previsto, ossia oggi pomeriggio

    sag vote no

    L’AFTRA oggi vota, e il risultato del voto di ratifica potrebbe arrivare addirittura prima del previsto, ossia oggi pomeriggio.

    Mentre anche Robert De Niro, come Clooney, assume una posizione neutrale ma con vaghe connotazioni antisciopero (“Non è il momento di fare scioperi, la situazione può e deve essere sistemata nel corso dei prossimi due anni, ma senza sciopero“), oggi è finalmente il giorno X, quello in cui scopriremo se i 40.000 membri appartenenti sia all’Aftra che alla Sag voteranno sì o no all’accordo raggiunto tra l’associazione degli artisti di radio e tv e le majors cinematografiche e televisive.

    Se anche sono i fattori che incideranno sul voto, l’economia ballerina e gli effetti dello sciopero degli sceneggiatori, con la gente che vuole lavorare più che scioperare, non è detto che il contratto verrà ratificato: la SAG ha infatti spiegato ai membri in comune tra i due sindacati che votare no significa ottenere un contratto migliore (anche se l’offerta delle majors alla Sag è uguale a quella dell’AFTRA).

    Altri due punti chiave sono come i leader del sindacato e i grandi capi delle majors prenderanno un voto favorevole o contrario, visto che la Sag pensa che un no significhi tornare al tavolo delle trattative, mentre un sì sarebbe “uno schiaffo in faccia” a chi ha fatto tanta campagna per il no; tutto da vedere, inoltre, con che percentuale verrà approvato o respinto il contratto, visto che usualmente i contratti vengono approvati dal 90% dei membri, percentuale che potrebbe abbassarsi sensibilmente causa campagna ‘contro’ della SAG.

    Ma in concreto, quali sono i possibili scenari post voto?

    Se l’AFTRA ratificasse l’accordo:


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    la SAG dovrebbe comprendere che buona parte dei suoi 120.000 membri non supporterebbero uno sciopero, che richiede un 75% di adesioni. Tornerebbe al tavolo delle trattative, ma con meno pretese sugli otto punti chiave, tra cui residuals dai dvd e dai nuovi media;

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    la SAG avrà comunque alcuni contratti da concludere, visto che il nuovo patto dell’AFTRA permette al sindacato ‘minore’ di trattare ogni show di prima serata girato in digitale, un’area di giurisdizione condivisa;

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    la SAG tornerebbe a trattare sotto lo slogan “continuiamo a lavorare”; le majors e gli studios hanno comunque fatto sapere che quella del 30 giugno è l’ultimissima offerta, quindi i margini di trattativa sarebbero veramente ridotti;

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    majors e studios aspetteranno alcune settimane per chiudere il contratto, e potrebbero trovare il modo di fare alcune concessioni in più agli attori;

    * in caso di voto ampiamente positivo, studios e network aspetteranno che il potere contrattuale della SAG si abbassi ancora per fare un’offerta al ribasso.


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    i due sindacati dovrebbero cominciare a preparare insieme il rinnovo dei contratti commerciali che scadono ad ottobre, ma causa ben note querelle, hanno già annunciato che tratteranno separatamente, anche se il trattare insieme potrebbe essere un modo per cominciare a riparlarsi.

    Se l’AFTRA non ratificasse l’accordo:

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    la Sag ha già detto che se l’accordo fosse rifiutato l’AFTRA dovrebbe tornare al tavolo delle trattative, uno scenario che il sindacato degli attori di radio e tv rifiuta: probabilmente, l’Aftra aspetterà di vedere che accordo conclude la SAG e dirà di sì a quello;


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    se la percentuale di no fosse alta, la SAG aumenterebbe il suo potere contrattuale, e potrebbe ottenere maggiori concessioni;


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    se la SAG terrà duro, è probabile che – anche a causa delle non buone condizioni dell’economia americana – contrariamente a quanto successo con AFTRA, DGA e WGA, saranno le majors a cedere. Alcune fonti della SAG vogliono inoltre che a trattare con il sindacato arrivino Robert Iger (amministratore delegato Disney) e Peter Chernin (presidente della News Corp.);


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    in caso di sciopero, è vero che i programmi andrebbero avanti, ma solo per una mesata: poi, sarebbe il caos;


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    se i negoziati si rivelassero infruttuosi, i leader della Sag indirebbero uno sciopero degli attori, che durerebbe almeno tre settimane.

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