Sciopero degli attori, nuovi negoziatori per la Sag?

Sciopero degli attori, nuovi negoziatori per la Sag?

Anno nuovo, negoziatori nuovi? Sì secondo il Los Angeles Times, che scrive come la fazione moderata della Sag starebbe tramando per sostituire il team di negoziatori che conducono le trattative nella speranza di arrivare a firmare un contratto con le majors ed evitare così uno sciopero degli attori

    sag no deal

    Anno nuovo, negoziatori nuovi? Sì secondo il Los Angeles Times, che scrive come la fazione moderata della Sag, ovvero la Unite For Strength, starebbe tramando per sostituire il team di negoziatori che conducono le trattative nella speranza di arrivare a firmare un contratto con le majors ed evitare così uno sciopero degli attori.

    Al momento, per quanto autorevole, questo è solo un rumors (seppur supportato dalla richiesta della sezione newyorkese del sindacato), la cui fondatezza potrà essere verificata nel corso del meeting del 12 e 13 gennaio, ma secondo quanto riporta il LA Times, oltre ai negoziatori potrebbe essere rimosso anche Doug Allen, che del team è il capo: il direttore esecutivo della SAG, lo ricordiamo, è stato fortemente criticato per come ha gestito le strategie quest’anno, soprattutto dopo le elezioni di settembre che hanno visto vincere una fazione moderata/pragmatica.

    Né la Sag né l’Alliance of Motion Picture & Television Producers hanno commentato il rumors, ma la mossa di sostituire tutta la squadra sarebbe stata presa nel corso delle recenti discussioni sul voto per lo sciopero degli attori, che ha visto una guerra civile nel sindacato degli attori, dato che se la Unite For Strenght ha vinto le elezioni e controlla (di poco) il board nazionale, le trattative sono condotte dalla fazione Membership First.

    Ned Vaughn, portavoce della Unite For Strength faction, ha detto di non poter commentare sull’esatto svolgimento del meeting, limitandosi ad un sibillino “il board ha una scelta da fare, andare avanti così e votare per lo sciopero, o muoversi in una nuova direzione“; secondo il vicepresidente di Membership First (nonché membro della squadra di negoziatori) Anne-Marie Johnson, però, la scelta di cancellare il referendum sarebbe “non democratica“, dato che non permetterebbe alla base di esprimersi.

    La Johnson ha anche criticato i critici di Allen, spiegando che è inconcepibile “che si possa licenziare il capo delle trattative, la cui unica colpa è quella di aver cercato di ottenere il miglior contratto possibile“.

    Se mai ci sarà un nuovo team di negoziatori, si ripartirà probabilmente dall’ultimissima offerta dell’AMPTP, quella fatta nel giugno scorso allo scadere del contratto: proprio da lì si era ripartiti con il mediatore federale, ma dopo pochi giorni di trattative, i contatti si erano interrotti di nuovo. Da aprile ad agosto, Sag e Amptp si sono incontrate 46 volte, senza però mai riuscire a concludere niente.

    Immagine tratta da: www.film-industry.biz

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