Sciopero degli attori, l’AMPTP fa l’ultima offerta alla SAG; i nuovi incontri si svolgeranno mercoledì

Sciopero degli attori, l’AMPTP fa l’ultima offerta alla SAG; i nuovi incontri si svolgeranno mercoledì

Questa notte il contratto della SAG è scaduto, e l’AMPTP ha approfittato proprio degli ultimi minuti per fare al sindacato degli attori quell’ultimissima offerta di cui parlavamo nei giorni scorsi, 250 milioni di dollari in più per tre anni

    sag rosenberg

    Questa notte il contratto della SAG è scaduto, e l’AMPTP ha approfittato proprio degli ultimi minuti per fare al sindacato degli attori quell’ultimissima offerta di cui parlavamo nei giorni scorsi, più di 250 milioni di dollari in tre anni.

    A dispetto delle parole “ultima e migliore“, le majors non hanno comunque fatto pressioni sulla SAG, limitandosi a ricordare che se non accettassero l’offerta e dichiarassero uno sciopero, gli attori perderebbero 2,5 milioni di dollari al giorno, mentre la California ne perderebbe 23. In attesa di studiare meglio le carte, la SAG ha fatto sapere che il contratto, una quarantina di pagine, è “molto complesso“, e che non soddisfa le richieste sui nuovi media, uno degli otto punti “imprescindibili”. Le trattative riprenderanno comunque mercoledì, mentre il sempre informato Deadline Hollywood fa sapere che, ad oggi, rifiutare il contratto è solo una delle opzioni, e che i ‘dirigenti’ del sindacato hanno invitato gli attori a farsi vedere nel meeting di oggi.

    E mentre la SAG studia le carte, l’AMPTP fa sapere come “si è entrati in uno sciopero ‘de facto’, con le produzioni di film già interrotte, e quelle televisive messe in serio pericolo.

    Per riportare tutti al lavoro, abbiamo fatto alla SAG la nostra offerta, più di 250milioni di dollari di compensi, con un significativo salario e aumento di compensi suoi nuovi media per tutti gli artisti, in linea con quanto richiesto dal sindacato”. Sempre secondo le majors, l’offerta ricalca quelle già fatte a DGA, WGA e AFTRA, chiamata l’otto luglio a ratificare il contratto.

    Il comunicato dell’AMPTP ha trovato la pronta risposta di Doug Allen, che ha spiegato come “l’offerta non tiene conto dei nostri punti chiave, ad esempio i residuals per alcuni dei nuovi media sono incalcolabili, e questo significa che è l’inizio della fine dei residuals“. Se i vertici del sindacato approvassero il contratto, anche per la SAG si aprirebbe il voto di ratifica, mentre se decidessero per la linea dura, Rosenberg e Allen (tra gli altri) dovrebbero chiedere l’autorizzazione per uno sciopero che, lo ricordiamo, dovrebbe essere votato dal 75% degli attori appartenenti al sindacato.

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