Sciopero degli attori, la Sag tra AMPTP e compagnie indipendenti

Sciopero degli attori, la Sag tra AMPTP e compagnie indipendenti

Sciopero degli attori, la Sag tra AMPTP e compagnie indipendenti

    Doug Allen

    Mentre Frances Fisher si scusa per la mail che proponeva di boicottare ai Sag Awards gli otto attori nominati e che erano anche contro lo sciopero, ossia Josh Brolin (“Milk”), Kevin Spacey (“Recount”), Susan Sarandon (“Bernard & Doris”), Michael C. Hall (“Dexter”), Sally Field (“Brothers and Sisters”), Alec Baldwin (“30 Rock”), Steve Carell (“The Office”) e Tony Shalhoub (“Monk”), la Sag è ancora in cerca di nuove trattative per evitare lo sciopero degli attori.

    Non è ancora chiaro da chi sia partita la mail che la Fisher ha solo inoltrato, ma la donna si scusa direttamente con gli otto attori, aggiungendo che la sua “sola intenzione nell’inoltrare la mail anonima riguardo ai Sag Awards era quella di far conoscere ai miei contatti l’aria che tirava. Ovviamente, i criteri artistici dovrebbero essere l’unico criterio al momento del voto“.

    Nel frattempo, nonostante le buone intenzioni di Doug Allen, si spara ad alzo zero sulla proposta di far votare l’offerta dell’AMPTP agli attori aventi diritto senza alcuna raccomandazione dal sindacato: “E’ irresponsabile e cinico, spiega Sam Freed, presidente della sezione newyorkese, suggerire che il sindacato possa mettere ai voti un contratto senza fare raccomandazioni. La Sag, sotto la guida di Doug Allen, ha passato gli ultimi otto mesi a spendere soldi su soldi criticando il contratto propostoci per manipolare i membri“.

    Come scrivevamo un paio di giorni fa, la proposta di Allen vede una sospensione del referendum per l’autorizzazione allo sciopero degli attori, con relativa presentazione ai membri dell’offerta dell’AMPTP, con comunicati che evidenziano i pro e i contro del contratto proposto, e la successiva ‘silenziazione’ del sindacato nel corso del dibattito sull’eventuale ratifica; in parallelo, dovrebbero riprendere i contatti tra Sag e AMPTP per vedere se le majors aumentano l’offerta.

    Da notare che se, come sembra, il sindacato si manterrà neutrale sulla ratifica, l’AMPTP non avrà nessun motivo ad aumentare l’offerta, e che ad oggi i produttori non hanno ancora commentato quanto succede in casa Sag, anche se Freed è stato durissimo nel far presente che nel meeting dei giorni scorsi c’era una maggioranza moderata che voleva far muovere il sindacato in una nuova direzione, cosa che è stata impedita dalle tattiche di stallo della minoranza.

    Chiudiamo, infine, con la news emersa venerdì che non ci saranno più ‘lasciapassare’ in caso di sciopero, non quelli negoziati sul contratto che prevedeva che le compagnie indie potessero lavorare in caso di uno stop ai lavori, ma che, una volta che gli attori avessero raggiunto un accordo con le majors, le indipendenti avrebbero pagato in base a quello.

    Non è chiaro come mai questa decisione sia stata presa, ma la premiata coppia Allen – Rosenberg ha fatto presente come, “alla luce di oltre 800 produzioni coperte dal Guaranteed Completion Contracts, il sindacato ha deciso che il GCC è servito ai suoi scopi e non sarà più offerto. Gli altri contratti con le compagnie indie verranno negoziati sulla falsariga del Codified Basic Agreement for Independent Producers, risalente al 2005″.

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