Sciopero degli attori, gli aggiornamenti post meeting

Sciopero degli attori, gli aggiornamenti post meeting

Il meeting dei giorni scorsi per fare il punto sullo sciopero degli attori? “Una colossale perdita di tempo” secondo la fazione moderata della Unite for Strength, che promette battaglia in caso di ulteriori passi in avanti dei preparativi per la protesta

    Il meeting dei giorni scorsi per fare il punto sullo sciopero degli attori? “Una colossale perdita di tempo” secondo la fazione moderata della Unite for Strength, che promette battaglia in caso di ulteriori passi in avanti dei preparativi per la protesta.

    Dopo il fallimento dei tentativi di rimuovere Doug Allen, di stoppare il referendum e di sostituire la squadra di negoziatori, la Unite for Strength annuncia battaglia: secondo quanto dichiarato dal membro della sezione newyorkese (non da oggi contraria allo sciopero) Paul Christie, “è stupefacente che dopo tutti i disastri che ha combinato, Doug Allen sia ancora direttore esecutivo e si dica ancora pronto a lavorare”.

    Anche se secondo molti osservatori è alquanto improbabile che lo sciopero riesca a raggiungere il 75% dei voti positivi necessari (non solo per le divisioni degli attori ma anche perché Allen è stato vicinissimo al licenziamento – che in un primo momento veniva dato per certo – e dovrà tenere un basso profilo), Ned Vaughn, portavoce della Unite for Strength, ha aggiunto che la coalizione moderata continuerà a battersi per quello in cui crede.

    La maggioranza del board vuole importanti cambiamenti, ha spiegato Vaughn, ma apparentemente Membership First (corrente che appoggia Allen e Rosenberg, ndr) non si fermerà di fronte a niente per mantenere il controllo: considerato che nei giorni scorsi i membri di MF hanno fatto di tutto per determinare una situazione di stallo, il meeting si è rivelato una colossale perdita di tempo, ma la volontà del board, per quanto rimandata, non sarà di certo negata”.

    Nel frattempo, dopo aver annunciato che il referendum si terrà, la Sag continua a tenere la bocca chiusa, anche se a rispondere alle accuse della UfS ci ha pensato la vicepresidente del sindacato (e stretta alleata di Rosenberg) Anne-Marie Johnson, che ha definito il meeting “molto democratico; sempre secondo quanto dichiarato dalla Johnson, inoltre, la risoluzione in tre parti proposta dai moderati non è stata messa ai voti in quanto non presentata nelle forme dovute, “e quando si parla di cose importanti come licenziare un direttore esecutivo nazionale, ha detto la vicepresidente, se la proposta viene mal presentata, il mio unico interesse va ai membri e al sindacato”.

    A proposito di Allen, in un messaggio mandato agli attori mercoledì, il direttore esecutivo ha spiegato di aver proposto di sospendere i preparativi per il referendum e di far visionare a tutti i membri della Sag il contratto proposto dalle majors per poi procedere ad un voto di ratifica, non prima di aver provato a contattare l’AMPTP per vedere se questa sia disponibile ad alzare l’offerta.

    La proposta sarebbe stata quella di presentare ai membri l’offerta dell’AMPTP, con comunicati che evidenziano i pro e i contro, per poi ‘silenziare’ il sindacato nel corso del dibattito sull’eventuale ratifica: l’idea di Allen, che ha invitato i membri Sag a smettere di lottare tra di loro, è stata però rifiutata.

    Un video anti-sciopero (SAG Strike Save The Biz – SaveTheBiz.org)

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