Sciopero degli attori, gli aggiornamenti di fine anno

Sciopero degli attori, gli aggiornamenti di fine anno

Lo sciopero degli attori? Se sarà autorizzato, non causerà troppi danni all'industria: la tesi (lasciamo a voi altre considerazioni) è di Doug Allen, esponente di spicco della Sag che da tempo, assieme al presidente Rosenberg, si batte per convincere gli attori a votare sì al referendum, al momento rimandato a data da destinarsi in attesa di una riunione prevista nei giorni precedenti alla metà di gennaio

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    Lo sciopero degli attori? Se sarà autorizzato, non causerà troppi danni all’industria: la tesi (lasciamo a voi altre considerazioni) è di Doug Allen, esponente di spicco della Sag che da tempo, assieme al presidente Alan Rosenberg, si batte per convincere gli attori a votare sì al referendum, al momento rimandato a data da destinarsi in attesa di una riunione prevista nei giorni precedenti alla metà di gennaio.

    Non abbiamo più parlato dello sciopero degli attori da qualche giorno, ma non significa che le cose siano ferme: in una lettera aperta inviata ieri a tutti i membri, il direttore esecutivo (appunto Allen) spiega di sperare che non ci sia uno sciopero, ma che se proprio dovesse capitare, questo non causerà troppi guai all’industra.

    Anche se il board nazionale dovesse autorizzarci a convocare uno sciopero, scrive Allen, noi continuiamo a sperare che lo sciopero non sarà necessario, ma se dovessero convocarlo, questo non farebbe crollare l’industria, perché le decisioni del board nazionale non hanno effetto sui progetti fatti su contratti di altri sindacati“.

    Reazione immediata, ovviamente, da parte di majors e produttori: “Il comunicato odierno della Sag, scrive l’Amptp, che suggerisce che uno sciopero degli attori non avrebbe un impatto devastante sulle nostre industrie, già alle prese con la più grande crisi economica dai tempi della Grande Depressione, è semplicemente al di fuori della realtà“.

    I cento giorni di sciopero degli sceneggiatori, accusano i produttori, sono costati alla nostra economia 2.5 miliardi di dollari – e peraltro lo sciopero che ha avuto come unico risultato che gli sceneggiatori hanno acconsentito di sottostare agli stessi patti che la DGA (il sindacato dei registi, ndr) ha avuto senza protestare.

    Uno sciopero degli attori, conclude l’Amptp, costerebbe moltissimo alle famiglie che lavorano e che dipendono dalla nostra industria, dato che verrebbe fatto in un periodo di crisi economica mai visto“.

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