Sciopero degli attori, Clooney resta ai margini della querelle AFTRA – SAG e propone una soluzione

Sciopero degli attori, Clooney resta ai margini della querelle AFTRA – SAG e propone una soluzione

C’è un grande assente nella querelle SAG vs AFTRA & AMPTP di questi giorni (querelle che, per inciso, potrebbe portare ad uno sciopero degli attori): si tratta di George Clooney, che - dopo aver minacciato il boicotaggio degli Oscar durante lo sciopero degli sceneggiatori ed aver sabotato la cerimonia dei Globes - se ne sta stranamente in disparte

    clooney

    (Foto tratta da: Film.it)

    C’è un grande assente nella querelle SAG vs AFTRA & AMPTP di questi giorni (querelle che, per inciso, potrebbe portare ad uno sciopero degli attori): si tratta di George Clooney, che – dopo aver minacciato il boicotaggio degli Oscar ed aver sabotato la cerimonia dei Globes durante lo sciopero degli sceneggiatori – se ne sta stranamente in disparte.

    Dopo aver fatto pressione nei primi tempi affinché le trattative cominciassero il più presto possibile, Clooney sarebbe giunto alla conclusione che i continui litigi sono controproducenti e beneficiano solo le majors, per questo ha inviato, ieri, una lettera in cui si dichiarava “neutrale” rispetto alla lotta tra sindacati.

    Non possiamo mettere artisti contro altri artisti, perché l’unica cosa certa nella storia Jack Nicholson vs. Tom Hanks è che tutto questo aumenta il potere contrattuale delle majors. Entrambi i sindacati, scrive Clooney, hanno dei buoni argomenti, e sono entrambi nel giusto: l’AFTRA crede che uno stop ai lavori sia devastante per i suoi membri, la SAG ritiene che se non terrà duro sulle sue posizioni, non ci guadagnerà nulla”.

    Come dicevamo, lunedì è il giorno decisivo per capire se un eventuale sciopero ci sarà (ad oggi, nessuna richiesta di voto è arrivata ai membri della SAG), ma secondo Clooney “uno sciopero degli attori sarebbe molto dannoso per gli attori, con agenzie chiuse, niente pilot, e più reality show in onda.

    Conosciamo tutti lo scenario, spiega Clooney, ma questo il non sciopero non significa che dobbiamo dare ai produttori ciò che vogliono, solo che dobbiamo essere diligenti”.

    Retorica a parte, il famoso attore propone una soluzione in due parti:
    * Dare vita ad una squadra di dieci attori (tra cui Jack Nicholson e Tom Hanks, e “altra gente cui i produttori non possono dire di no”, che presentino annualmente ai capoccia delle majors le richieste fatte da AFTRA e SAG, in modo da analizzare subito eventuali problemi;
    * Cambiare il metodo di versamente annuale di parte dei guadagni alla SAG: invece che 6.000 euro, ogni attore dovrà pagare 6.000 euro per ogni milione guadagnato. “Se qualcuno guadagna venti milioni di dollari, pagherà 120.000 dollari al sindacato, soldi per le pensioni e le assicurazioni sanitarie.

    Clooney ha però aggiunto di non sperare troppo che la sua idea prenda piede (“anche se sono stato fortunato, e sentivo il dovere di farlo”, e difatti le reazioni dei sindacati sono state alquanto freddine: l’AFTRA e l’AMPTP hanno rifiutato commenti, mentre il vice direttore della SAG, Pamm Fair ha risposto vagamente che “il sindacato apprezza le posizioni di George Clooney e diamo il benvenuto a questi imput degni di nota“.

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