Sciopero degli attori, ancora un nulla di fatto

Sciopero degli attori, ancora un nulla di fatto

Passata la scadenza (15 agosto) dei termini dell’ultimissima offerta dei produttori, la Screen Actors Guild continua a dire che è ancora impegnata in trattative con l’AMPTP, ed il sindacato delle majors continua a smentire le affermazioni della SAG

    screen actors guild

    Passata la scadenza (15 agosto) dei termini dell’ultimissima offerta dei produttori, la Screen Actors Guild continua a dire che è ancora impegnata in trattative con l’AMPTP, ed il sindacato delle majors continua a smentire le affermazioni della SAG.

    Appurato che questo sciopero degli attori in fieri comincia ad annoiare, non tanto perché il rischio non ci sia, quanto perché le posizioni sono sempre quelle da un mese e mezzo a questa parte, è ancora Doug Allen, come la volta a scorsa, a dire in un messaggio inviato via mail ai membri del sindacato degli attori che la SAG sta negoziando, seppur in maniera informale, con alcuni rappresentanti dell’AMPTP.

    Non è inusuale, ha spiegato Allen nella mail di venerdì scorso, che due parti in trattative così grandi come le nostre si incontrino in gruppi più piccoli, e di conseguenza ‘maneggevoli’, per parlare di quei punti controversi che devono essere ‘sciolti’ per trovare un accordo”.

    Come in un pessimo film già visto, l’Alliance of Motion Picture & Television Producers ha fatto di nuovo le orecchie da mercante, smentendo tutte le asserzioni della SAG: “Dire che siamo impegnati in trattative, per quanto informali, con la SAG, hanno fatto sapere sabato i produttori televisivi e cinematografici, non è più vero oggi di quanto non lo fosse la prima volta che la voce venne fuori, due settimane fa.

    I negoziati, formali o meno, si sono conclusi il 30 giugno, e da allora non c’è stato alcun meeting, né sono previsti in futuro”.

    L’occasione, inoltre, è buona per sparare contro il nemico, e l’AMPTP non manca di sottolineare come, lavorando gli attori sotto i termini del contratto scaduto a giugno, “non percepiscono aumenti salariali, protezioni sui nuovi media o sui residuals, cose che gli altri sindacati già ricevono”.

    Come già ribadito il quattro agosto, infine, i produttori si dicono “sempre interessati a trovare un accordo, e se quanto la SAG vorrà proporci sarà sulla falsariga della nostra ultimissima offerta, saremo ovviamente pronti ad ascoltare”. Peccato che la SAG, scissionisti della Unite for Strenght compresi, da quell’orecchio non vuole proprio sentirci

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