Sciopero attori, posposte le trattative causa ricorso

Sciopero attori, posposte le trattative causa ricorso

Le trattative tra majors e attori dovevano cominciare oggi ed essere veloci e senza intoppi? Niente di più sbagliato, dato che Sag e Amptp hanno posticipato le trattative visto che Alan Rosenberg ha presentato un esposto al tribunale per chiedere che Doug Allen venga reintegrato dal licenziamento della settimana scorsa

    Doug Allen, Alan Rosenberg

    Le trattative tra majors e attori dovevano cominciare oggi ed essere veloci e senza intoppi? Niente di più sbagliato, dato che Sag e Amptp hanno posticipato le trattative visto che Alan Rosenberg ha presentato un esposto al tribunale per chiedere che Doug Allen venga reintegrato dal licenziamento della settimana scorsa.

    Assieme a Rosenberg, a presentare la richiesta di reintegro c’era la vicepresidente Sag, Anne-Marie Johnson, e se al momento non sappiamo dirvi se Allen tornerà direttore esecutivo nazionale, quello che è certo è che alla notizia della ‘causa’ presentata da Rosenberg, l’Alliance of Motion Picture & Television Producers ha rimandato i due giorni di trattative a data da destinarsi.

    La decisione, ed è l’unica cosa confortante, sarebbe comunque stata presa di comune accordo; secca la spiegazione che annuncia il postponimento delle trattative da parte delle majors: “Lo Screen Actors Guild, è scritto in una nota, ci ha avvisato che un procedimento in tribunale potrebbe essere conflittuale con i meeting di questa settimana, per questo entrambe le parti hanno pensato fosse meglio rimandare le trattative“. Stringata anche la nota Sag, secondo cui “il sindacato degli attori non ha altro di aggiungere“.

    Ricordiamo che Allen è stato licenziato il 26 gennaio con un documento firmato dal 53% dei membri del board, ma presentato al di fuori di un meeting ‘ufficiale’: secondo i moderati, Allen non rappresentava gli interessi della Sag, una tesi respinta da Rosenberg e Johnson che hanno appunto presentato un ricorso.

    Il ricorso ha di nuovo rallentato le trattative, e si è anche attirato il biasimo del portavoce della Unite for Strength, Ned Vaughn, che in una nota ha sottolineato come “più che dei membri, l’unica cosa di cui Membership First sembra interessarsi è come mantenere il controllo del sindacato, una cosa che i membri non cercano dai loro leader“.

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