Sciopero attori, la SAG potrebbe far ratificare il contratto ai suoi membri entro il 15 agosto

Sciopero attori, la SAG potrebbe far ratificare il contratto ai suoi membri entro il 15 agosto

A dispetto delle dichiarazioni di ‘guerra’, alla fine la SAG potrebbe capitolare, e mandare il contratto ai suoi membri alla fine di luglio per una ratifica prevista a metà agosto

    screen actors guild

    A dispetto delle dichiarazioni di ‘guerra’, alla fine la SAG potrebbe capitolare, e mandare il contratto ai suoi membri alla fine di luglio per una ratifica prevista a metà agosto.

    In realtà le acque sono alquanto confuse, visto che la portavoce della SAG, Pamela Greenwalt, ha spiegato come la “mossa” è una decisione propria del sindacato (su pressione soprattutto di quelli di ‘provincia’) e che non ha nulla a che vedere con l’offerta delle majors: “Il come e il quando ratificheremo il contratto, ha spiegato la Greenwalt, è solo cosa nostra”.

    Secondo gli insider di Hollywood, comunque, l’offerta dell’AMPTP avrebbe messo ancora più in serio dubbio che il sindacato possa raggiungere il 75% dei sì necessari alla proclamazione di uno sciopero degli attori, ma i rumors non fanno testo, visto che a sua volta si dice che l’offerta dell’AMPTP sarebbe dettata dalla paura che il 75% dei voti siano già in mano alla SAG (sindacato che, per la cronaca, ha firmato numerosi accordi con le compagnie indipendenti per continuare le loro produzioni in caso di sciopero).

    Ad oggi, di sicuro c’è che il comitato esecutivo della SAG si incontrerà il 26 luglio, e che in caso di “scrutini” da parte dei membri, ci sarebbe tutto il tempo (20 giorni) per ratificare il tutto entro il 15 agosto (data di scadenza dell’offerta delle majors). Da parte sua, l’AMPTP si è limitata a ricordare la generosità della sua offerta, spiegando come ai membri della SAG andrebbero più di 250 milioni complessivi, soprattutto per quanto riguarda i compensi sui nuovi media.

    Se i membri della SAG rifiutassero il contratto, indubbiamente il sindacato avrebbe più potere contrattuale, ma un simile scenario – considerate anche le cifre di ratifica di accordo dell’AFTRA, benedetto dal 62% dei membri del sindacato degli artisti di radio e TV, che ha 44.000 persone in comune con la SAG su 70.000 – è quantomai improbabile.

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