Scarpati felice di tornare Un Medico in Famiglia

Scarpati felice di tornare Un Medico in Famiglia

Lezione di Cinema per Giulio Scarpati al Giffoni Film Festival

    Giulio Scarpati è stato uno degli ospiti più apprezzati del Giffoni Film Festival, conclusosi ieri sera con i concerti di Tricarico e di Max Gazzè. Non nuovo alla partecipazione al GFF, Scarpati è forse stato l’ospite che ha meglio interpretato il tema dell’anno, Miti e Maestri, con un’interessante lezione sul cinema riservata ai ragazzi della sezione Y Gen, dai 15 ai 17 anni. Intanto torna a vestire i panni di Lele in Un Medico in Famiglia 6, ma avverte: ” Dopo 10 anni Lele non sarà più quello di prima“.

    “Sono molto contento di tornare in Un Medico in Famiglia, una serie che mi ha dato molto, ma dopo un’assenza di 10 anni, è chiaro che tutto cambia, anche i rapporti”, ha detto Giulio Scarpati alla stampa, che lo ha incalazto non solo in merito al suo prossimo ritorno come Lele Martini, ma anche sul tema della qualità della produzione tv, uno dei leit motiv che hanno accompagnato la 38ma edizione del GFF.

    Sulla scia di quanto dichiarato anche dai suoi colleghi, Scarpati ha messo in evidenza la necessità non solo di prodotti di qualità, capaci di far conoscere alla gente momenti e personaggi della nostra storia solitamente misconosciuti, come avvenuto con le sue ultime due miniserie, dedicate a Don Luigi di Liegro e a Don Zeno, ma anche la necessità di puntare sui talenti e sulla loro formazione.

    Proprio per questo il suo incontro con i giovani giurati del festival ha preso la forma di un vero e proprio laboratorio sul lavoro dell’attore e sulle tecniche di regia: una lezione di cinema che ha avuto come fulcro un paragone tra due modi diversi di recitare e di raccontare personaggi agli antipodi, quello di Marcello Mastroianni e di Gian Maria Volontè, due miti e due maestri del cinema italiano. Traendo spunto da estratti di Una Giornata Particolare di Ettore Scola e Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Scarpati ha spinto i ragazzi ad analizzare i diversi stili intepretativi dei due attori – da una parte la leggerezza di Mastroianni, dall’altrà la fisicità di Volontè – e a ragionare sul significato di ogni inquadratura, con il piglio del semiotico del cinema. Tanti consigli per chi vuole fare il regista, ma uno su tutti ha colpito la platea, imparare a sorprendere il pubblico, come nella scena finale di Orizzonti di Gloria, una delle cose che forse manca di più nella scrittura fictional italiana, ridondante e didascalica.

    Scarpati ha così incarnato al meglio il vero spirito del GFF, al di là delle passerelle e delle chiacchierate amichevoli con i ragazzi: lo scambio, la condivisione, l’educazione allo sguardo cinematografico e la formazione dei ragazzi, mostrando loro il vero lavoro che c’è dietro e davanti la macchina da presa. Scarpati si è già detto disponibile a ripetere l’esperienza. “Il talento è molto importante in questo lavoro, quello dell’attore non è un mestiere che si può improvvisare. Servono stimoli”, ha detto Scarpati ai ragazzi, e senza dubbio lui ne ha dati molti.

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