Scambio di sms fra boss a “Quelli che il calcio…”

Scambio di sms fra boss a “Quelli che il calcio…”

Boss in carcere di regime duro, il 41 bis, che si inviano comunicazione via messaggini nelle trasmissioni televisive più seguite, come Quelli che il calcio

    Usavano la trasmissione di Simona Ventura per inviarsi dei pizzini, in questo modo i boss in regime di carcere duro (il 41 bis) comunicavano fra loro. “Tutto ok, Paolo”, questo sms, indirizzato allo show e in altri programmi sarebbe in realtà un messaggio in codice per i boss che si trovano confinati in carcere con il regime 41 bis. Pizzini nascostii fra dichiarazione d’amore e messaggi di incoraggiamento alla propria squadra, un messaggio in codice nascosto in meno di 200 caratteri. La notizia è stata svelata dall’ex procuratore nazionale antimafia aggiunto, Enzo Macrì, durante un’audizione alla Commissione parlamentare antimafia.

    Macrì ha detto che già da tempo la criminalità organizzata usa le trasmissioni televisive più amate come “veicolo” per trasmettere messaggi in codice ai boss. A segnalarlo è stato proprio un carcerato. “Ciò che ci colpì – ha spiegato Macrìera l’apparente banalità del contenuto degli sms, dietro ai quali, in realtà, si celavano precise comunicazioni ai boss.

    Impossibilitati, a causa del regime carcerario cui erano sottoposti, ad avere qualsiasi comunicazione con l’esterno. Ed è chiaro, tra l’altro, che l’esatto significato del messaggio lo potevano capire solo i destinatari“. I responsabili del programma condotto da Simona Ventura non ne sanno nulla, come ha anche sottolineato Macrì, anche perché gli sms vengono pubblicati su un rullo che scorre sul video.

    Sull’argomento è anche intervenuto il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che ha detto: “Usare una trasmissione televisiva come Quelli che il calcio… per mandare messaggi ai boss mafiosi in carcere può essere un modo per cercare di aggirare le restrizioni del 41 bis, il cosiddetto carcere duro, ma è solo un’ipotesi. In realtà abbiamo già fatto delle ricerche approfondite dopo l’allarme lanciato, ma fino ad oggi non sono stati individuati messaggi che possano fare pensare a indicazioni ai boss“. La procura nazionale antimafia ha comunque allertato la polizia penitenziaria perché vigili sulle trasmissioni viste dai boss e dai mafiosi in regime di carcere duro. Tuttavia, ha concluso il procuratore nazionale antimafia, “un sistema assolutamente impenetrabile non esiste e di questo dobbiamo renderci conto“. In passato gli inquirenti avevano già scoperto altri metodi di comunicazione utilizzati dai boss, a Rosarno la Dda sequestrò un’emittente radiofonica che attraverso la sua scaletta inviava messaggi ai boss.

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