Saverio Raimondo, dal Dopofestival a Comedy Central: ‘Il meglio viene dopo’ [INTERVISTA]

Saverio Raimondo, dal Dopofestival a Comedy Central: ‘Il meglio viene dopo’ [INTERVISTA]

Saverio Raimondo, dal Doopfestival a Comedy Central per Stand Up Comedy: l'intervista

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    Saverio Raimondo è la star del Dopofestival 2015. Approdato al carrozzone del Festival di Sanremo accanto a Sabrina Nobile, si è dimostrato la vera rivelazione di questa edizione. Simpatia, buon ritmo, ottima dialettica, capacità di improvvisazione e, soprattutto, grande preparazione alle spalle, torna su Comedy Central per la terza puntata di Stand Up Comedy, in onda lunedì 16 febbraio 2015. Abbiamo incontrato Saverio per un bilancio sul Dopofestival, su Comedy Central e su cosa lo aspetta dopo questa avventura. Dopo il salto l’intervista integrale.

    Stasera condurrai la terza puntata di Stand Up Comedy. Cosa ci puoi anticipare?

    Sono molto felice che l’allineamento dei pianeti abbia funzionato! (ride). Mi trovo alla conduzione della terza puntata di Stand Up Comedy, dalle stelle alla luna. Il programma ha un appeal, se vogliamo, ancora più grande proprio perché quella forza e quel linguaggio così divertente e così dirompente che ha contraddistinto il Dopofestival sono esaltati all’interno di Stand Up Comedy.

    Perché?

    Perché è un programma completamente a briglia sciolta, pieno di comicità e di satira molto libera e senza tabù, esaltata da un’ora di spettacolo e sono contento di presentarla con una chiave divertente, ma che non vi svelo.

    Ritorni a Comedy Central dopo il successo ottenuto al Dopofestival. Cosa provi?

    Sono libero professionista e passo da un editore all’altro. I successi che conquisto su un editore li porto in dote anche agli altri, quindi, come la conduzione del Dopofestival mi è stata affidata per le cose che avevo fatto in altri contesti (Comedy Central, La7, etc.), oggi porto su Comedy Central una reputazione che magari poterò in dote altrove. Sono un errante, cosa virtuosa che rende forte me e forte l’editore che, di volta in volta, investe in un progetto che mi riguarda.

    Si parla di un tuo ritorno in Rai?

    E’ una domanda da fare alla Rai! So di aver dato un ottimo contributo all’azienda perché la Rai voleva conseguire un risultato importante sul web e questo risultato è stato più che importante perché effettivamente – e sono il primo a esserne stupito – con il Dopofestival abbiamo fatto dei numeri veramente grandi, specie considerando l’ora , considerando il fatto che la Rai non era ancora particolarmente posizionata , però per quanto mi riguarda sono molto libero e mi piace anche lavorare con editori diversi. Stasera sono molto, molto contento di essere su comedy Central, è un po’ sentirmi a casa, ti confesso.

    Il Direttore di Rai Uno Giancarlo Leone ha anticipato che per il prossimo anno studieranno i cambiamenti da apportare al Dopofestival, non escludendone il ritorno in TV.

    Questo Dopofestival ha avuto una forza che ha colto pienamente la sfida: realizzare un prodotto web. Questa formula non è replicabile sulla tv generalista, io auspicherei che ci fosse, invece, un investire davvero sul web. La Rai ci ha chiesto un prodotto per il web, l’hanno avuto, non vedo perché debba passare in televisione. Penso, invece, che si debba investire lì dove ha funzionato. La tv non va vissuta come promozione del web, il web va promosso di più, non bisogna spostare una cosa su un altro mezzo. Abbiamo già visto cose che funzionavano bene in rete, messe in tv non funzionare più. E’ stato un programma che, dal punto di vista editoriale, sulla tv generalista non può andare.

    Se si vuole continuare a fare questo Dopofestival, non può che essere sul web.

    Ti saresti aspettato tutto questo successo?

    Sono il primo a rimanere stupito che l’indice di gradimento sia stato molto generoso nei miei confronti, quindi non posso che ringraziare anch’io lo Spirito Santo, come la famiglia Anania! C’è stata grandissima generosità nei miei confronti, della quale sono grato. Credo di essere stato, tutto sommato, fortunato. Ovviamente ringrazio tantissimo tutti quegli utenti che, soprattutto su Twitter, hanno così animato e sostenuto il Dopofestival anche nei suoi momenti difficili; la mia gratitudine, temo, sarà inesauribile.

    Dove ti rivedremo dopo Comedy Central?

    Adesso Comedy Central e ne sono felicissimo per la totale condivisione sulla linea editoriale: non ci sono equivoci e siamo molto contenti di questo programma. Dopo vediamo, fatemi riprendere perché vi assicuro che è stata un’esperienza abbastanza devastante dal punto di vista fisiologico! Riprendiamoci e comunque lo slogan del Dopofestival era ‘Il meglio viene dopo’, quindi the best is yet to come!

    Si parla spesso d crisi della comicità. Tu sei riuscito a trovare una chiave diversa. Cosa ne pensi?

    Sicuramente c’è stato un modello comico televisivo imperante negli ultimi vent’anni che è stato quello di una certa idea di cabaret che, in realtà, ha tradito il cabaret nel suo spirito originario e che ha creato un equivoco, cioè, è stata spacciata per comicità l’animazione da villaggio, che è una cosa dignitosissima, ma non è comicità, è animazione, e un animatore non è un comico. Oggi questa cosa si vede anche perché l’animazione inevitabilmente tende a riciclarsi sempre, quindi i comici rischiano di essere un po’ intercambiabili fra loro e a non avere una cifra personale. La satira stessa ha creato un equivoco in questi anni: è stata scambiata per fare battute sui politici, invece la politica, nel senso parlamentare del termine, è solo uno dei possibili aspetti della satira, peraltro, secondo me anche uno dei meno fecondi.

    Cosa pensi che bisognerebbe fare?

    E’ da riscoprire la comicità in quanto tale, non in quanto animazione e c’è da applicare la satira da altri ambiti che non siano la politica. Questo credo che siamo in pochi ma buoni a farlo. A Stand Up Comedy, ad esempio, il cast è composto esclusivamente da stand up comedians che hanno una scrittura comica e un approccio nei confronti della comicità sia a livello di linguaggio sia a livello di temi che è molto diverso, molto nuovo anche per l’Italia perché ci rifacciamo tutti a una tradizione comico-satirica che non è italiana, ma è anglosassone. Credo che una delle novità possa arrivare proprio da questa nicchia, che è quella della stand up comedy. Poi ovviamente auspico che ci possano essere altre innovazioni. Un’altra cosa molto trascurata in Italia è la sketch comedy, un genere che non conosce innovazioni da parecchio tempo. C’è molto da fare, c’è molto da guardare all’estero, perché, mentre noi siamo rimasti indietro, fuori c’è stata un’evoluzione del linguaggio comico davvero notevole. Dobbiamo rimetterci in pari, abbiamo tanto da fare ancora.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN Comedy CentralFestival di Sanremo 2015IntervisteRaiRai 1 Ultimo aggiornamento: Lunedì 16/02/2015 18:26
     
     
     
     
     
     
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